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Proprio ieri sera ho fatto le 23:00 con Principessa, stavamo guardando appassionatamente sul computer dei vecchi video girati col cellulare, quando lei aveva l’età che ha ora Principe. Ci siam fatte delle gran risate, tant’è che sentendoci ridere si è unito a noi Amoremio. Bè, che dire, pensavo di ricordarmela, ma non è così. Pensavo di non dimenticarmi nulla di lei, ma non è possibile. Troppi eventi andrebbero impressi nella memoria: espressioni, risate, scivolate, prime parole…  Per questo motivo sono contenta di vivere nell’era della tecnologia, perché sì va bene le fotografie, ma vuoi mettere qualche minuto di video che ti regala l’emozione di rivivere appieno quei momenti, di sentirne i rumori, quasi come se li stessi rivivendo di nuovo? Questo riscoprire com’era Principessa, però, mi ha fatto riflettere su un altro aspetto. Quando in famiglia arriva il secondo figlio, viene un pochino trascurato. Mi spiego.

LA GRAVIDANZA

La prima gravidanza la vivi intensamente, aspettando il tuo cucciolo in tutta serenità, prendendoti tutto il tempo per te stessa. Ci siete tu e il tuo pancione. Sì, certo c’è anche tuo marito, ma solitamente passa mezza giornata fuori casa. Tu non manchi nessuna visita, ti ricordi ogni cosa, sai ogni giorno quanti ne sono passati dal concepimento e quanti ne mancano alla data presunta del parto. Passi tempi spensierati a fare shopping con le amiche, organizzi tutto quel che vi potrà servire, prepari la sua cameretta. Sei piena di aspettative e dubbi, ma hai moltissimo tempo per pensarci. Per leggere ed informarti. Per avere paura e fartela passare. Nella seconda gravidanza tutto cambia. È già un miracolo se i primi mesi – senza pancia – ti ricordi di essere incinta. Ignori completamente tutte le buone regole, alimentari e non, che durante la prima gravidanza avevi scrupolosamente osservato. Probabilmente salti qualche appuntamento alle visite di controllo, e la volta successiva ti scusi adducendo scuse improbabili. Se dentro la tua pancia il tuo cucciolo scalcia credi che siano stati i fagioli che hai mangiato per cena, poi tuo marito ti fa notare che sei incinta. Tempo per te, zero! Shopping? Ma vaaa… Ora sei mamma, hai già un figlio a cui badare, da gestire perché fra poco nascerà quello che lui vede come un rivale. Sei terribilmente stanca che ti domandi per quale assurdo motivo hai voluto fare un altro figlio.

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LE FOTOGRAFIE

Quando nasce il tuo primogenito hai occhi solo per lui, scatti foto ogni quindici secondi, ogni prima volta di tutto quanto. Prima foto in ospedale, prima foto con ogni componente della famiglia, in ogni ambiente della casa, primo bagnetto, primo sorriso, prima volta nell’ovetto, prima volta in un posto nuovo, prima volta seduto, prima volta nel seggiolone, prima volta con il cucchiaio in mano, prima volta in piedi, prima volta sul wc – o sul vasino – insomma ogni prima volta è buona per scattare una foto, o decine di foto. All’arrivo del secondo bebè, è già tanto se alla nascita gli fate qualche scatto! Per me è stato così, ed è tutt’ora così. Accorgendomi della mia mancanza ogni tanto faccio decine di fotografie a Principe, per lo più tutte uguali, ma questo non colmerà mai il divario. Poi c`è da considerare il fatto che il tuo primo figlio ha tutte le sue prime foto da solo, ora è necessario fare i conti con chi è più grande e reclama attenzioni, volendo essere ripreso anch’esso in tutti gli scatti. Mi son ritrovata a fotografare Principe dopo le 21:30, quando ero sicura che Principessa dormiva nel suo letto, così da non scatenare in lei gelosie e per ritrarlo finalmente da solo.

E LE PAROLINE?

Con Principessa, mi ricordo e ne ho avuto conferma dai video, passavamo sia io che Amoremio moltissimo tempo a farle dire le prime paroline come mamma, papà, pappa, nanna, ecc. La prima volta che Principessa disse “mamma” è stata registrata col cellulare, filmata, fotografata. Oltre ad avermi fatta sciogliere. Nessuno, prima, mi aveva chiamata mamma. Durante le faccende domestiche o i giochi, all’aria aperta per fare due passi, quando ero con Principessa parlavo lentamente spiegando ogni cosa, in maniera anche infantile. Dopo l’arrivo di un piccolo, la grande è ovviamente cresciuta, di conseguenza ora in famiglia c’è una piccola persona che già parla da grande, quindi a nessuno viene più in mente di passare dieci minuti a ripetere “come si dice papà? Daiiiii, dimmi un po’, come si dice P A P À?” La prima volta che Principe ha detto “mamma”, è passata quasi inosservata. Certo, un sussulto dentro il mio cuore c’è stato. Ma credo, ahimè, di non avere nemmeno una registrazione audio. Va da sé che non mi è più possibile spiegare tutto quel che faccio nei minimi dettagli, lentamente, altrimenti Principessa penserebbe che sto poco bene.

CAMMINANDO CAMMINANDO

Quando uscivo con Principessa per passeggiare, ho iniziato sin da quando ha mosso i primi passi, a farla camminare anche fuori casa. Abbiamo abolito l’uso del passeggino quasi subito, però andare in giro con lei o con una lumaca era la stessa cosa. Ma avevo tutto il tempo, non dovevo correre da nessuna parte. Per questo motivo le davo una borsina di tela blu che si portava fieramente sulla spalla, passava dieci minuti ogni dieci metri a raccogliere sassolini, pigne e quant’altro. Ora non posso più, i tempi si sono ristretti, e mi dispiace un sacco non far camminare Principe, non dotarlo di zainetto da riempire con quei tesori che i bambini trovano ad ogni angolo. Sarebbe davvero improponibile gestirli entrambi per strada, contando che anche Principessa si metterebbe a raccogliere di tutto.

IL QUADERNO

Trovo tra i due molte differenze sotto diversi aspetti, ma è normale e consecutivo che ci siano. Se prima c’era solo un bimbo da curare e crescere, ora ce ne sono due. Due persone distinte, con età diverse. Con esigenze diverse. Difficile assecondarli entrambi allo stesso momento. Personalmente, per non scordarmi le loro prime volte, oltre a filmare e fotografare, scrivo. Ho un quaderno, normalissimo a quadretti, di quelli scolastici, dove annoto il giorno e l’evento. Ognuno di loro ha un quaderno diverso, e mi piace nel tempo “confrontare” i pargoli. Soprattutto vorrei leggerlo tra vent’anni, e desidero che lo leggano loro, apprezzandolo. Però, di prima volta ce n’è una sola! Forse è questa una delle motivazioni che porta a trascurare un pochino il secondogenito, ogni evento con lui non è mai davvero una novità.

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Qual è la vostra esperienza in merito?

A presto, momfrancesca.

 

P.S. Ho trovato questo interessante link, che tratta il medesimo argomento.

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