Tag

, , , ,

kindergarten

La scuola dell’infanzia è l’ingresso in società dei nostri bambini. Ai miei tempi si chiamava semplicemente asilo, un po’ mi piace continuare in questo senso, ma oggi guai a chiamarlo così: si chiama scuola dell’infanzia. Con asilo si intende il nido, dove non è previsto nessun tipo di insegnamento vista la tenerissima età degli iscritti. Cosa che invece fa la scuola dell’infanzia, o meglio, obiettivo che si pone.

Tante cose belle, e poi…

Nel settembre 2013 Principessa ha fatto il suo debutto: il grembiulino rosa, il set coordinato, lo zainetto e il suo primo giorno. Me la ricordo esattamente come se fosse ieri, anche perché le ho scattato alcune fotografie: era emozionata e curiosa allo stesso tempo. Il primo giorno d’asilo è un giorno importante, per noi è stato uno dei primi distacchi lunghi, ma ero felice per lei. Le mie aspettative erano molte, l’asilo a cui è iscritta ci ha fatto inizialmente una buonissima impressione: pochi bambini, quindi molto seguiti, insegnanti gentilissime e disponibili, affettuose, interessate alla nostra famiglia e alla persona di nostra figlia, avvicinamento all’inglese con insegnante madrelingua, approccio al computer. “Wow – pensai – che programma fantastico, che ambiente famigliare, mia figlia si troverà molto bene e imparerà moltissimo”. Il primo anno è passato, serenamente. Principessa è stata molto felice di frequentare la scuola dell’infanzia, ma… Ma io no. Troppo pretenziosa? Forse. Nella pratica si è ridimensionato tutto quanto veniva offerto: l’inglese con insegnante madrelingua non è stato altro che venti minuti di canzoncine a settimana, e un’ora di schede colorate per i più grandicelli. L’uso del computer? Solo per i più grandi, e con alcuni computer giocattolo. Purtroppo sono rimasta letteralmente basita, e molto delusa.

Principessa conosce centinaia di vocaboli in inglese, capisce le frasi del colloquio base, risponde in inglese, spesso mi corregge sulla pronuncia. Durante l’estate ha imparato a scrivere, da sola intendo. Lei le lettere le conosce da quando ancora non aveva compiuto tre anni, scriveva sotto dettatura; due mesi fa l’ho trovata a scrivere il nome degli oggetti che disegna. Gliel’avranno insegnato all’asilo, direte voi. Macché. In nove mesi di frequentazione ha imparato solo a ritagliare con le forbici e fare le capriole. Ah, la preghierina prima del pranzo. Poi anche tutte quelle azioni della serie non da fare/pericolose, ovviamente. Ho sempre creduto che avrebbe potuto fare lezione con i bimbi più grandi, almeno per inglese, ma i casi sono due: io l’ho sopravvalutata, le insegnanti l’hanno sottovalutata. La ragazza che aiuta le educatrici nella gestione dei bimbi è una mia ex compagna di scuola, chi meglio di lei può sinceramente dirmi cosa succede? Lei stessa mi ha riferito che sì, Principessa avrebbe potuto seguire i suoi compagni più grandi perché è più avanti della sua età. Lei sapeva scrivere le lettere, i suoi coetanei a malapena stavano dentro ai bordi colorando.

Come (non) ti insegniamo noi

Con rammarico ho rivalutato le insegnanti, ché sì sono molto affettuose, però mi danno l’idea di aspettare le 16:00 per poter finalmente andare a casa. Non mi hanno trasmesso passione per il lavoro che fanno, madri di annate precedenti hanno confermato questa mia impressione. Ritengo che, per insegnare in una scuola dell’infanzia, serva una buona preparazione ma non di meno occorra tanta voglia e propensione. I bambini, soprattutto i più grandi, sono molto maleducati, certo può essere normale ma non ho mai visto le insegnanti sprecarsi più di tanto per porre rimedio. Dovrebbero impartire l’educazione basilare, il chiedere per favore e dire grazie, lo stare a tavola composti, ecc. Non venitemi a dire che sono troppo piccoli, perché noi a Principessa l’abbiamo insegnato, e non di certo a frustate, ma con l’esempio, la costanza, e infinita buona volontà, che forse, là, manca.
Per queste motivazioni ho deciso di anticipare la fine del suo primo anno, di due settimane. Ora, ho ritenuto giusto mandarla due settimane dopo. Da noi l’inizio era fissato il primo settembre, ma per Principessa sarà il 15 settembre.

teacher_1

Limbo, e non parlo del ballo

Ho fatto bene? Ho fatto male? Non lo so. Quello di cui sono certa è che mia figlia in quella struttura è sprecata. Le ho insegnato molto in questi anni, non lo dico per tirarmela (non ne sono capace!) ma solo perché ritengo abbia le conoscenze di un bambino di 4 o 5 anni e sia sottovalutata. In questa settimana sono in un limbo, anche perché le ho mentito – cosa che non faccio MAI – dicendole che l’asilo inizia per tutti il giorno 15. A giugno le avevo detto la verità, che la mamma preferiva lei stesse a casa, un po’ ci era rimasta male. Credo le mancasse il contatto con gli altri bimbi. Ma non ce l’ho fatta: la socializzazione non può restituirmi una bambina maleducata, senza regole, che sta seduta scomposta a tavola, passando otto ore principalmente a colorare. 

hands

Voi come vi trovate alla scuola dell’infanzia dei Vostri cuccioli? Secondo Voi, ho agito in maniera corretta oppure no?

 

A presto, momfrancesca.

Annunci