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Ognuno con la propria mamma ha il suo rapporto: chi speciale, chi indissolubile, chi non lo vuole avere, chi non lo può avere, e chi come me ha un rapporto. Un rapporto che non saprei come definire, diciamo che parlo più volentieri con altri, però proprio non riesco a volerle male. Se non la sento e non la vedo non mi manca, ma se dovesse succederle qualcosa, mi dispiacerebbe. Non ci siamo mai trovate, quindi abbiamo un rapporto, punto. Una sorta di indifferenza. Eh sì, forse posso dire in questo modo. Già durante l’infanzia ho ricordi di lei che sporadicamente mi abbracciava, la sera non era mai a casa per rimboccarmi le coperte e lo faceva sempre mio padre. Spesso mi lasciava per giorni – anche un mese intero – da una famiglia di amici perché… Doveva lavorare? Macché. Era per gli altri, mia madre si è sempre votata alle cause umanitarie, volontariato all’estero e simili. Ci può stare, encomiabile, però personalmente prima guarderei alla mia famiglia, poi aiuterei il prossimo. È sempre stata assente, sia fisicamente che a parole. Ha continuamente fatto tutto lei in casa, non è mai stata in grado di coinvolgermi e dava l’idea di essere la domestica che cucinava, puliva, lavava, stirava, mi sistemava puntualmente la camera e così via. Più avanti negli anni iniziava a lamentarsi che non l’aiutavo mai, ma ho sempre fatto quello che lei mi ha insegnato, il nulla. Non ho mai avuto un’amica in età adolescenziale, non ho beneficiato di quella confidenza che solo lei ti può dare, sono stata lasciata allo sbando ed è stato delegato alle amiche con madri più madri il compito di farmi scoprire “come gira il mondo”. Ho provato a cercare motivazioni plausibili, ma non ne ho mai trovate. C’è da dire che abbiamo un notevole distacco generazionale: quasi quattro decenni ci separano. Ma può bastare questo come giustificazione?

So tutto io

Quando è nata mia figlia avevo 23 anni, sì giovane ma estremamente informata in quanto passai i nove mesi di gravidanza a leggere montagne di riviste e paginate su internet. Però, lei, dalla nascita di Principessa ha dovuto fare la di-più. Ogni cosa che facevo non andava bene: mi diceva che non era il modo giusto di tenere la bambina in braccio, sbagliavo ad allattare, non capivo che Principessa aveva fame/sete/sonno/mal di pancia e via dicendo. Questo suo atteggiamento è andato avanti per i primi tre o quattro mesi, io per un po’ ho pazientato ma un giorno, infastidita, le ho chiaramente detto di smetterla con queste continue critiche, tra l’altro sterili: mia figlia era sanissima, in splendida forma e sempre tranquilla, voleva dire che la stavo crescendo bene. Lei, ovviamente la prese male e, se il nostro rapporto già era scarno, si è affievolito ulteriormente. Io non ho i suoceri, ma è stato pazzesco avere la suocera dentro mia madre. Lei è così: un po’ suocera, zero mamma.

Ti aiuto. Ma anche no

Nei primi mesi di maternità non ho avuto bisogno di aiuto, tranne i primissimi giorni in cui non potevo muovermi, ed Amoremio mi ha aiutata in tutto. Una donna, appena divenuta mamma, si aspetta che la propria madre – distante quindici minuti d’auto – si faccia viva per dare una mano in casa, per curare la piccola creatura che dorme beata e si sveglia immediatamente appena una apre la doccia, per stirare. È arrivata una sola volta a lavare i piatti e rassettare velocemente. Certo, è giusto arrangiarsi in famiglia, ma se pure tu dai una mano, cara mamma, fa piacere a tutti quanti. Principessa aveva passato l’anno, un giorno ho avuto un forte giramento di testa dovuto ad un calo di pressione, al che ho telefonato a mia madre per chiederle di raggiungermi. La telefonata all’incirca era “mamma, puoi venire un po’ da me? Sai mi gira la testa e se sei con noi sono più tranquilla.” lei rispose “eeeeh (perché vaneggia sempre) ma adesso?” “sì mamma, ho bisogno adesso. Se non sto bene ora non puoi arrivare tra due ore!” “eh ma adesso sono a bere il caffè da SignoraX, magari più tardi.” Magari? Più tardi? No comment. Questo fatto, tra gli altri, ha segnato il non-rapporto tra me e mia mamma. Ho provato e riprovato nel corso della nuova gravidanza, durante una sua grave malattia, ma nulla: lei è sempre troppo impegnata per altre persone, al di fuori di sua figlia e i suoi nipoti. Leggendo il post di Mamma Girovaga ho provato emozione per quel che è il di lei rapporto con sua madre, e mi sono ritrovata dispiaciuta per quell’opportunità che la mia mi ha negato e nessuno mi restituirà, perché la mamma è unica.

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