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La paternità dal punto di vista del Papà

Buon martedì a tutti quanti.

Vorrei, a partire da oggi, creare una serie di appuntamenti con la persona che condivide con me l’amore per i miei figli: Amoremio. Si è offerto gli ho gentilmente chiesto se potesse buttarmi giù qualche pensiero, scrivermi cosa per lui rappresentasse la paternità. Immaginavo non lo facesse nemmeno, è sempre impegnato, invece mi ha sorpresa mandandomi un’e-mail con oggetto “X MOM FRANCESCA”. Ho solo corretto due piccoli errori, il resto è, come si suol dire, farina del suo sacco.

Con grande orgoglio – perché sì, lo stimo moltissimo – vado a presentarvi il primo Guest Post di Amoremio.


Sono padre Matteo, non in senso ecclesiastico. Sono padre di due bambini meravigliosi come tutti i bambini del mondo. Ricordo quando nacque Principessa, avevo vissuto il parto tra terrore, emozione e lacrime. Il parto dal mio punto di vista ha rappresentato un’infinità di emozioni, a tutt’oggi alcune di esse risultano indescrivibili. È meraviglioso vedere il proprio amore che con grande dedizione e sacrificio mette alla luce una delle persone a me più importanti. La mia prima figlia. Ero talmente emozionato che non riuscivo neanche a prenderla in braccio, era così piccola! Ricordo che mi chiesero se volevo farle il primo bagnetto. “No dai non ce la faccio è troppo piccolina” risposi, che per i successivi bagnetti mi sarei attrezzato. La donna è l’essere più bello, più intelligente, più equilibrato, più consapevole, più razionale. Bè, care donne, voi siete meravigliosamente importanti. Sono un uomo, lavoro con maschi e apprendo ormai da tanti anni la grande superficialità nella considerazione delle splendide donne. Considero che la grande differenza in natura umana sia divisa tra maschi e uomini. Quest’ultimi rappresentano ormai purtroppo la rarità. La donna trafelata tra lavoro e famiglia riesce sempre a unire e dare risposte concrete. Le vostre particolarità fanno parte dell’eccellenza. Sono un uomo d’affari internazionale, ho 46 anni (purtroppo), dopo gli studi iniziai il mio percorso professionale come tutti da “pischello”. I manager a cui facevo riferimento mi spronavano ad essere duro e insensibile. Ma oggi, faccio buoni affari grazie al mix tra testa e cuore. Essere sensibili è importantissimo, la sensibilità rende la comprensione di qualsiasi situazione in modo chiaro e efficace. Bisogna imparare dalle donne, loro ci insegnano tanto. Non voglio divagare molto, vado sull’argomento a me più caro. Si chiama famiglia. Eh sì, la famiglia è il luogo più importante, più prezioso, più istruttivo, più confortante, più più più più. Grazie alle mamme, mogli, compagne, la famiglia è l’unico punto fermo e sano della nostra vita. È emozionante arrivare a casa e trovare calore, i bimbi che ti abbracciano, la moglie che ti da un bacio frettolosamente perché è impegnata nella gestione famigliare, oppure quel bacio frettoloso è dato da stanchezza. L’amore e la famiglia sono un bene durevole. La durevolezza è composta da molteplici componenti: la comprensione, aiutarsi, condividere, amare, tenere vivo il rapporto negli anni, fare tante coccole, fare l’amore (non sc…re), la serietà, la schiettezza, il rispetto etc. Per quanto mi riguarda è certo, la donna è meravigliosa e importantissima, con tutto il cuore e l’onestà intellettuale, grazie donne che a noi maschi e uomini ci insegnate come “stare al mondo”.

MSV


Prossimamente pubblicherò altri post scritti da lui, sembra ci abbia preso gusto.

I Vostri mariti cosa ne pensano del parto? Della famiglia in generale? Avete mai provato a coinvolgere anche loro nel Vostro blog? Aspetto i commenti anche da parte dei Papà.

A presto, momfrancesca – MSV

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