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Oggi vorrei scrivere di una notizia che mi ha fatta riflettere, e un po’ tremare. Credo che tutti abbiate sentito parlare di quei poveri angioletti che, per distrazione fatale dei genitori, hanno finito i loro giorni allacciati a dei seggiolini d’auto. Non voglio criticare né giudicare nessuno, ma spesso ho provato ad immedesimarmi nella situazione, che è: ho inavvertitamente ucciso mio figlio, come farò ad andare avanti?
Parlando di un caso in particolare, il signor Andrea A. ha subìto un processo, conclusosi in sostanza con un nulla di fatto, ovvero l’uomo è stato prosciolto perché dichiarato sofferente di amnesia dissociativa.
Ieri, durante il pranzo, ascoltavo distrattamente il tg, sento parlare di una nuova vita per il papà che ha inavvertitamente lasciato suo figlio in auto a morire, è diventato papà per la seconda volta. Era il giugno 2013, poco più di un anno fa, quando per un black out al suo cervello era convinto di aver lasciato il piccolo Luca all’asilo nido, ma non è andata così. Il resto è cronaca, purtroppo.
Ora, con tutta la mia estraneità della situazione, mi domando: dopo essere sopravvissuto a tuo figlio, come si riesce a diventare nuovamente genitori? Come fai a desiderare di essere nuovamente padre, quando per una patologia hai fatto morire tuo figlio dentro l’auto? Dopo la tragedia l’uomo dice di aver pensato al suicidio, ma poi ha desistito perché ha sentito di dover fare qualcosa per non permettere più che accadano simili tragedie. Molte persone lo hanno attaccato, ma ancora più persone lo hanno difeso e gli sono stati accanto, perché dicono che potrebbe capitare a chiunque. Io non mi sento di dire “a me non potrebbe mai succedere”, perché nella vita il detto mai dire mai è veritiero. Quel che non riesco a capire è come una persona riesca ad andare avanti. È come se abbia sentito dentro di sé la necessita di creare una specie di sostituto del suo piccolo angelo Luca, questo beninteso è solo un mio pensiero soggettivo. Infatti, se dovesse personalmente avvenire una qualunque disgrazia nella quale sono responsabile della morte di uno dei miei figli, credo proprio che non avrei la capacità di metterne al mondo un altro.

Vorrei ricordare tutti i bimbi scomparsi in questa maniera tanto assurda quanto tragica, pensandoli come dei piccoli angioletti che giocano in un posto bellissimo, senza più pensieri.

Se siete interessati, per ricordare il piccolo angelo scomparso troppo presto, potete cliccare sulla gruppo Facebook “Mai più morti come Luca”.

Argomento in parte legato alla sicurezza in auto, perché si sta cercando di creare dispositivi che avvisano con un allarme acustico quando il bimbo è ancora in auto e noi siamo scesi. Qualcosa è già stato fatto, ma ancora non se ne parla a sufficienza. Ne vorrei parlare in un post a parte.

Voi come reagireste ad un fatto simile, se accadesse a Voi oppure al Vostro partner?

A presto, momfrancesca

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