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primo-soccorso-pediatricoCi sono momenti nella vita in cui anche i secondi sono fatali: separano la vita dalla morte. Separano le conseguenze lievi dai danni gravi e permanenti. In questo post, scritto con Francesca, vogliamo parlare di cosa NON fare in caso di incidente. È successo a noi due come esperienza personale, ma è capitato anche a molti altri genitori. Chi non è un soccorritore, chi non è un medico, chi non ha mai frequentato nessun corso di primo soccorso non ha la minima idea di cosa fare in situazioni di emergenza. La prima reazione che sopraggiunge è il panico, proprio perché non si sa come intervenire. Niente di più sbagliato, il panico è il peggior nemico e, al contrario, bisogna cercare di mantenere la calma ed essere lucidi. La razionalità e la lucidità ci permettono di tenere sotto controllo l’evento, telefonare ai soccorsi in maniera efficace, aiutare chi sta male o ha perso i sensi nella maniera più corretta possibile.

Francesca ha assistito a due incidenti gravi di suo figlio, ci racconta i suoi episodi e ci illustra le manovre che vanno evitate per non peggiorare la situazione. A lei la parola.


APNEA

È notte. Mio figlio ha circa 7 mesi. Dormo nella stanza con lui perché si sveglia ogni ora e io non ce la faccio a fare avanti e indietro dalla mia camera. Qualcosa mi mette in allarme, lo controllo e mi accorgo che non respira e le labbra sono bluastre: all’improvviso è come se venissi proiettata fuori dal mio corpo e subentra in me una lucidità bruciante che mi impedisce di perdere la testa. Lo tiro su dal lettino, lo metto in posizione quasi verticale e lo appoggio alla mia spalla in modo che il suo diaframma sia contro la mia clavicola e lui si pieghi leggermente in avanti, quindi gli do delle leggere pacche in mezzo alle scapole. Nel giro di qualche decina di secondi riprende a respirare senza mai svegliarsi. La pediatra, che il giorno successivo mi visita, conferma che non c’è quadro patologico a carico delle vie respiratorie, che si è trattato di un caso di potenziale SIDS e di dormire nel letto con lui per qualche settimana in modo da tenerlo monitorato.

A me è andata bene, ma cosa fare per scongiurare rischi di SIDS? La prevenzione comincia in gravidanza: madri fumatrici, o esposte a fumo passivo, hanno incrementata la possibilità di avere figli soggetti a morti in culla, quindi la prima cosa è smettere di fumare e far smettere il partner o, in alternativa, proibire a chiunque di fumare in casa (questo dovrebbe valere sempre, anche senza bambini di mezzo, ma a maggior ragione quando in una casa vivono dei bambini: il fumo passivo oltre a esporli a SIDS nei primi mesi, aumenta l’incidenza di asma, sviluppo ridotto delle capacità cerebrali, polmoni poco capaci di assolvere alla loro funzione in quanto già carichi di catrame e nicotina. Pensateci, se fumate: vale la pena per un vizio mettere a repentaglio la salute futura dei vostri figli? Se non potete rinunciare a fumare, fatelo alla finestra, sul balcone, in giardino).

Gli apparecchi come Angel Care non sono affidabili perché presentano spessissimo falsi positivi (suonano anche se il bambino respira) o falsi negativi (non suonano in caso di emergenza perché magari sono stati posizionati male, si sono spostati, il materasso è troppo alto).

È opportuno far dormire il bambino a pancia in su, seguendo la regoletta “dormire sulla schiena, giocare sulla pancia”, non tenere una temperatura eccessiva in camera (tra i 18 e i 20 gradi), non esagerare a coprire il bambino e privilegiare, invece di lenzuola e coperte che si aggrovigliano e pesano sulla faccia, piumini o sacchi nanna. Inoltre è opportuno tenere il materasso inclinato di circa 30° (per esempio infilando alcuni asciugamani o un piccolo cuscino al di sotto), cosa che è utile anche in caso di rigurgito notturno o di reflusso e, almeno per i primi 6 mesi, tenere il bambino a dormire nella stessa stanza: l’evoluzione non è ancora riuscita a cancellare l’istinto genitoriale di percepire mutamenti della respirazione del figlio o di monitorare inconsciamente, durante il sonno, i movimenti e i fruscii che provengono dalla culla. Meglio ancora è praticare cosleeping, ma non tutte le famiglie sono d’accordo con questo metodo, sia per motivi educativi che per timori di schiacciare: senza entrare nel merito cosleeping sì/no, perché sono scelte individuali che non vanno criticate perché si basano sul sentire personale, gli unici casi in cui questa pratica è sconsigliata è quando i genitori sono obesi, fumatori accaniti, fanno uso abituale di alcool, droghe o farmaci che influiscono sui riflessi. Quindi, se non rientrate in una di queste categorie non dovete avere nessun timore di dormire col figlio nel letto: magari, se una sera bevete un po’ troppo vino a cena, evitate, o se prendete sonniferi o qualche farmaco che intontisce! È impossibile schiacciare il bambino, l’istinto è potentissimo, e al limite si può, se si ha paura, mettere attorno al bambino il cuscino da allattamento o un asciugamano arrotolato.

Se capita di accorgersi che il proprio figlio non respira, chiamare subito il 118 ed evitare di farsi prendere dal panico: non è facile, ma perdere la testa in situazioni di emergenza fa aumentare l’esito negativo. Quindi, sangue freddo, concentrarsi sul bambino e sulle cose DA NON FARE ASSOLUTAMENTE! Quali sono queste cose?

  • Non scuotere il bambino.
  • Non infilargli le dita in gola.
  • Non metterlo a testa in giù.
  • Non dargli schiaffi.
  • Non buttare acqua in faccia.

Mentre si attendono i soccorsi si può appoggiare il figlio alla propria spalla, come ho descritto in apertura, dando delicati colpi alla schiena. Di norma, l’operatore del 118 guida via telefono se la situazione è critica e bisogna intervenire al più presto mentre si aspettano i soccorsi: in casi estremi si può procedere alla respirazione artificiale. Per questo motivo sarebbe opportuno che tutti seguissero un corso di primo soccorso, a questo link è spiegato come eseguire correttamente una manovra di rianimazione.


Nel prossimo post si parlerà di cosa fare e cosa non fare in caso di caduta.

A presto, momfrancesca – Francesca.

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