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piccoli-che-imitano-gli-adultiHo letto vari articoli che supportano la tesi del bambino che impara dall’esempio pratico dei genitori: ovvero, i nostri figli fanno e non fanno le nostre stesse azioni. Avevo nelle mie bozze scritte alla rinfusa un appunto che, prendendo in considerazione il mio vissuto personale, avrei voluto trasformare in un post. L’ultima spinta me l’ha data questo post, di Tuttotace: ha postato un video – Children see, Children do – che gira da un po’ in rete ed ha espresso il suo punto di vista. Quel video lo guardai tempo fa, pensai che quelle immagini non erano per me condivisibili al 100%, ma non avevo un blog dove scriverne, quindi il pensiero morì lì.

Cattivissime Abitudini

Ne ho? Ne ho avute? Purtroppo sì. Dalle più stupide e banali, ad altre più serie e pericolose.

Mangiarsi le unghie. Una comunissima brutta abitudine, che mi porto dietro da 27 anni. Perché lo faccio? Non ho un motivo preciso, quando crescono un pochetto niente, non fa in tempo a sopraggiungere una lima che i miei denti si sono già arrangiati per accorciarle. Mia madre ha da sempre degli artigli al posto delle unghie, mio padre non le mangia, i miei fratelli uno sì l’altro no. Quello che le mangia, è tutto un programma perché non si limita solo all’unghia ma va oltre, sembra proprio mangiarsi le dita. Da piccina mia madre le provò tutte, dallo smalto colorato a quello che aveva un sapore orribile. Eppure ho proseguito per anni a mangiarle, poi crescendo ho iniziato ad “andare a periodi”: ci sono mesi lunghissimi dove ho delle belle unghie, non lunghe ma giuste, curate, senza mangiucchiarle. Altri mesi in cui proprio non crescono mezzo millimetro.

Dire parolacce. Mmm, vorrei sorvolare, in fondo sono una donna, le donne si sa, sono fini. Certo, anche io lo sono, ma il mio metro di finezza è lo scaricatore di porto. Almeno a questo mi hanno paragonata negli anni delle medie/superiori.. Allora ci ridevo su, ora nonostante sia migliorata da quei tempi in cui ho dato il massimo, trovo che non sia carino per una donna – oltretutto mamma – essere scurrile. Eppure non riesco a smettere. Ah, i miei genitori? Mai sentita una parolaccia dalla loro bocca. Solo una volta mia madre disse “porca tr**a” perché a momenti s’ammazzava con una padella caduta dall’alto. Un fatto che ora non tollero sono le parolacce scritte, perché sembrano pesantissime più di quelle pronunciate.

Mangiare frutta e verdura. Amore di mamma, mangia la verdura che ti fa bene. Ma a chi la racconti? Se non la voglio, non la mangio. Questa è stata per me normale routine di anni e anni. Da piccina non mangiavo frutta e verdura, al contrario i miei come si suol dire se la tiravano addosso (leggi ne mangiavano in quantità industriale). Perché, quindi, non la mangiavo anche io? Ora mi piace tanto la verdura, e anche la frutta nonostante un po’ di pigrizia nel prepararla.

Fumare. Il fumo fa male. Eggià. Mio padre fumò per vent’anni, smise prima che io nascessi. Mia madre non ha mai fumato, i miei fratelli nemmeno. Il fumo è sempre stato visto dalla mia famiglia come qualcosa di orribile, guai a farlo. Eppure sì, ricordo che in seconda media la curiosità era troppa, e iniziai a fumicchiare. Volevo fare un po’ la trasgressiva, un po’ come è successo a tanti. Per qualche anno andò avanti questa storia: con alcune mie compagne mettevamo insieme i soldi per comprare le sigarette meno costose, da tenere a turno nello zaino, prima e dopo scuola fumavamo. Passato qualche anno smisi, ora felicemente non fumo, mi dà fastidio persino l’odore.

Bere. Simile alle sigarette fu il percorso con l’alcool. Nessuno dei miei genitori beve più di due bicchieri di vino a tavola, i miei fratelli finché hanno vissuto in casa non hanno mai bevuto a tavola a parte lo spumante. E io? Inutile negare che verso le superiori il mio rapporto con l’alcool sia stato pessimo e deleterio. Purtroppo, come succede sempre più spesso tra i giovani d’oggi, bevevo per passatempo, per fare come il gruppo. Oggi? Fatico a bere lo spumante, ne bevo un sorsino e poi passo.

E quindi?

Ho conosciuto ragazzi, figli di fumatori, che non hanno mai fumato. Figli di genitori abituati ad alzare il gomito che non hanno mai bevuto. Ma anche figli di fumatori che fumano, figli di bevitori che bevono, e viceversa. Le verdure non sono mai state amiche dei bambini, ma conosco bimbi che divorano zucchine a tradimento o melanzane in gran quantità, altri che la schifano anche disintegrata dal frullino più potente sul mercato nonostante i genitori ne siano ghiotti. Ma quindi, questo famoso “buon esempio” che i genitori dovrebbero dare, funziona realmente? Io credo di no, non è del tutto vera questa credenza che i figli imitano i genitori, nemmeno che fanno il contrario. A parer mio sono altri i presupposti che portano bambini e ragazzi a compiere o non compiere determinate azioni e non il vissuto dei genitori.

Qual è la Vostra esperienza in merito? Pensate che i figli imitino i genitori in tutto e per tutto?

A presto, momfrancesca.

PS: la foto mostra bambine agghindate come trentenni, ma ritengo sia il volere dei genitori, non una questione di imitazione verso l’adulto. Questo sarà un altro post.

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