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pranzo-natale-coi-parentiFeste, auguri, baci e abbracci come non ci fosse un domani. “Il Natale è lo stare insieme con chi si ama veramente, è stare in Famiglia.” salvo poi girarsi dall’altra parte e pronunciare “cheppalle il pranzo con i parenti!” o frasi simili. Si propaganda tanto la sincerità e l’affetto ma appena finisce un pranzo e si va a casa ecco che inizia la carrellata “hai visto zio Gino quanto ha mangiato?” “Sì sì che schifo, e tua cugina, che non si reggeva in piedi dopo il secondo, per tutto il vino che ha bevuto?” “Già, c’era da vergognarsi. Però tua madre cucina proprio male…” “Hai ragione. Ma com’era vestito tuo fratello? Orrendo!” E via di seguito. Questi commenti li fanno un po’ tutti su tutti, però solo dopo aver lasciato il conviviale banchetto. Non sarebbe meglio dirseli in faccia, quei pensieri? Così, w la sincerità, quella vera però. Altro simpatico tema della tavola natalizia sono quei parenti o, peggio ancora conoscenti, che ti ritrovi di fronte e l’ultima volta che li hai visti è stato al bar per i Mondiali 2006, e manco ti avevano salutato. Ti scrutano, ti fanno mille sorrisi e duemila domande, per curiosare, impicciarsi della tua vita. Tu dici il meno possibile e fai il vago, ché già sai che la prossima volta vi rivedrete nel 2050.

Ho letto tanti amici-social, davvero pochi hanno apprezzato il pranzo in Famiglia – e un po’ li invidio, perché vuol dire che ne hanno una vera – mentre la maggior parte si lamenta, si annoia, si fa venire le malattie per scappare a metà pranzo. Per questo, quando il giorno 25 Dicembre ero nel parcheggio di un ristorante terribile e aspettavo di passare il Natale più brutto della mia vita, pensavo “ma se tutti ci lamentiamo del pranzo coi parenti, perché non facciamo ognuno a casa propria? Al massimo ci troviamo per una fetta di panettone e lo spumante!” Ecco, non capisco perché ci ostiniamo a fare cose che non ci va di fare, che sia invitare venti persone, sbattersi a cucinare e pulire ed essere cordiale sorridendo sempre, o che sia andare in un ristorante dove si mangia da schifo, ad una tavolata di quasi venti persone, in mezzo a una saletta che ne avrà contenute sessanta, col ristorante strapieno con centocinquanta persone. Ho apprezzato il giorno di Santo Stefano a casa di mio fratello, quello che l’ultima volta mi ha telefonato a giugno, e ho detto tutto.

E da Voi, com’è passato il Natale? Vigilia e Santo Stefano?
Buon proseguimento delle Feste.

A presto, momfrancesca.

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