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come-cambiano-i-periodiLa mia vita, da qualche anno, va a periodi. Non sono ancora riuscita a raccogliere altri pareri, perché non è carino andare in giro a chiedere “Ciao. Anche tu hai la vita a periodi?” Non so cosa il mio interlocutore potrebbe pensare di me. Ma andiamo spiegando. Riguardo qualsiasi azione, comportamento, voglie e desideri cambio periodicamente. Delle volte ho trovato questo mio comportamento destabilizzante, mi sono ritrovata a pensare male di me stessa, a deludermi, ad interrogarmi. Dopo qualche tempo ho capito che, in corrispondenza di determinati periodi dell’anno, coincidevano certi comportamenti. A seguito di un lavoro su me stessa non ho fatto altro che accettare la cosa e farla finita lì. È inutile crucciarmi se mangio le unghie per mesi, e poi per altri mesi le tengo curate. Non serve a niente disperarmi se con l’arrivo della primavera ho un piano pulizie della casa che rispetto sempre, tanto che Fly Lady risulta una principiante; che però, con l’arrivo dell’inverno, si trasforma nel piano “faccio il meno possibile, così ho più tempo per oziare sul divano”. Casa mia è sempre pulita, però talvolta salto quelle pulizie di fino che rimando di giorno in giorno. D’altronde come la natura ha dei cicli che formano le stagioni, come esiste un ciclo – simpatico – tutto al femminile, vuoi che non esista un ciclo anche per me, essere umano? Per questo motivo ho scelto di accettarmi come sono, non sto lì a farla lunga se non ho pulito quell’armadio, se in estate faccio più volentieri la lavatrice che in inverno e così via. Questo atteggiamento mi ha permesso quindi di sentirmi tranquilla, di non avere inutili sensi di colpa se son quattro giorni che rimando una faccenda. Senza sentirmi imperfetta se proprio non ho neanche un pochino di voglia di lavare i piatti, ma lì entra la compassione e alla fine li lavo.

Se succede qualcosa, come in questo periodo* dove i bimbi sono malati e noi siamo lì che vacilliamo tra malattia e uno stato di salute precario, allora parto schizzando per tutta la casa a sfaccendare, pulire, disinfettare, intrattenere in diversi modi i bimbi, far soffiare il naso venti volte all’ora, cambiare pannolini e pulire sederini ogni qualvolta inizio un nuovo lavoro, tra cui telefonare al pediatra che ha il telefono staccato, uscire a comprare casse d’acqua perché ho fatto male i calcoli. Per poi, dopo essermi affaticata, aggravare il mio suddetto stato di salute. Dove, la mamma, anche ammalata, non deve permettersi di stare molto a riposare, perché incombono “cose da fare”; perché dove arriva Amoremio ad aiutarmi – che se è ammalato pure lui, apriti cielo – arrivano bambini che strillano perché di notte devono fare la pipì con mamma. La stessa mamma che si è faticosamente addormentata mezz’ora prima.

Quando la giostra esantematica sarà terminata, tornerò a fare il minimo indispensabile. D’altronde, se esistono le “Pulizie di Primavera” un motivo ci sarà. Il sole, gli uccellini che cantano, le temperature che salgono lievemente, effettivamente ti fanno venir voglia di spalancare le finestre e buttar fuori il freddo e tutto il cupo dell’inverno, dando una bella pulita generale. Ma non solo questo, come raccontavo in apertura.

(*Post scritto quando Principessa ha contratto una malattia esantematica, poi accantonato per mancanza di tempo, ma mi spiaceva non pubblicarlo.)

Anche a Voi succede qualcosa di simile? Oppure riuscite ad essere costanti in ogni periodo dell’anno, in ogni cosa che fate? Ora sono davvero curiosa.

A presto, momfrancesca.

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