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i-miei-figli-litigano-sempreOk, forse c`è qualcosa che non funziona. In me, nel mio modo di educare, nel mio modo di vedere. Spesso nel week end mi prende il mood paranoia, e oggi non è da meno. Troppe cose da fare, ho quindi deciso di lasciarle da parte, le farò nel pomeriggio, ho bisogno di un attimo di tempo per rilassarmi, per me, per schiarirmi le idee. Voi, mamme a tempo pieno, non avete mai una strana sensazione che però vi fa sentire anche in colpa? Spiego: da due settimane sono a casa completamente da sola, per tredici ore Amoremio è fuori casa, mi sono trovata a dover pensare a tutto tutto tutto, a gestire i bambini sempre e solo io. L’aiuto di mia madre è inesistente, come avrete letto Qui. Quindi, con tutta la pazienza del mondo, di cui ultimamente ho fatto scorte extra, c’è un momento in cui, la pazienza, finisce. Arriva un giorno in cui davvero non ne posso più, e mi basterebbe anche solo una passeggiata di mezz’ora per riposare la mente, per staccare. Se solo avessi qualche buon’anima che me li tenesse, i bambini, per mezz’ora. Eppure questa sensazione, all’inizio, mi faceva provare dei sensi di colpa verso i miei figli; successivamente, analizzando obiettivamente, chi è che può farcela a stare tutto il santo tempo con i propri figli, senza prendersi un minuto per sé? Dai, ditemi che anche per Voi è così!

In concomitanza con questo stato particolare, che mi procura nervosismo, un’ora fa sono stata investita da un’affermazione di Principessa. Loro stavano giocando, separatamente, lei faceva pregrafismo coi numeri e a lui avevo preparato i clemmy per terra. Io, manco a dirlo, stavo sistemando, che anche qui vorrei aprire un post a parte sulla casa coi bambini, che sistemi e pulisci e sistemi e pulisci, e non è MAI ordinata né pulita. Ma a parte questo, che ormai ho superato fregandomene bellamente, noto che Principessa scende dalla sedia e raggiunge Principe, che nel frattempo si era già parzialmente scocciato dei clemmy. Però, era rimasto lì a terra, e io illusa pensavo che potessero prendersi che so, un quarto d’ora per giocare insieme in pace ed armonia? Macché! Lei lo spintona e mi chiede di portarlo via, che le dà fastidio. Io, scocciata per il nervosismo e per la richiesta – che avviene tutti i giorni – le dico “Principessa, tuo fratello ce l’hai e ora te lo tieni, ok? Non possiamo abbandonarlo in autostrada, o vuoi? Vuoi riportarlo in ospedale?” lei mi guarda, e con un misto di timidezza e vergogna, accenna un “ma io non volevo un fratellino.. Volevo un fratellino femmina, una sorellina…” Io, su due piedi ci rimango di sasso, anche perché il fratellino maschio l’avevo tanto voluto e avevo anche un po’ barato per averlo, e lei ora, dopo quasi due anni che lui è al mondo, se ne viene fuori così. Che dire, ci sono rimasta malissimo, però, come una stupida, le ho risposto “Quindi, cosa facciamo, andiamo in ospedale a cambiarlo?” e lei timidamente ha annuito con la testa; io continuo “Cosa facciamo, lo facciamo sostituire con una femmina in ospedale dove è nato?” mentre lei prosegue ad annuire le dico “ok, oggi andiamo in ospedale e lo cambiamo!” e a passi lunghi sono uscita dalla stanza. Poi ci ho pensato: è possibile che io sia così incapace di creare un legame tra due bimbi? È possibile che, nonostante tutte le letture e tutti i miei provvedimenti presi fin dalla nascita di Principe, sia riuscita a creare solo rivalità e competizione tra i due? Lui stravede per lei, quando è all’asilo la cerca in continuazione, non vede l’ora di andarla a prendere, lei per tutta risposta non lo guarda neanche. Quando lei piange lui mi guarda e mi dice “mamma” indicando lei, come a dire “mamma, aiutala che piange, poverina” lui le dà grandi dimostrazioni d’affetto, lei non perde occasione per fare la maestrina, sottometterlo, picchiarlo, litigare con lui.Mi piacerebbe tagliare corto e credere che il problema sia lei, con un caratteraccio, ma a chi la voglio raccontare? Il problema risiede sicuramente in me e nel mio modo di gestirli.

Vi assicuro che, fin dalla nascita di Principe, come consigliano tutti, ho dedicato del tempo esclusivo solo a lei, talvolta trascurando lui. Ora che, poveretto, ha quasi due anni, ovviamente anche lui ha bisogno di qualche attenzione e coccola. A volte lo abbraccio quando andiamo al fasciatoio, cerco di non sbaciucciarmelo troppo davanti a lei per non farla sentire gelosa; prendo solo lei per andare a passeggiare, per andare a fare la spesa, andiamo a bere la cioccolata, a guardare i negozi, passo davvero tanto tanto tempo con lei. Ho persino pensato che sia troppo, e lei non colga più il valore della mia presenza, perché ormai scontata. Infatti, dopo le affermazioni suddette, io non l’ho più guardata e mi sono messa a piegare i panni asciutti. Lei gira con la bicicletta per casa, dal corridoio dice “però, lo sai, a me non mi guarda nessuno… Tu non mi guardi mai.. neanche il papà. Mi guarda solo il Principe, la mamma no, il papà no” io per non risponderle davvero male ho preferito fare finta di nulla, poi lei ha rincarato la dose, ripetendo frasi simili, e io di nuovo non le ho dato retta. Però, nonostante sia finita lì, ci continuo a pensare. Mi domando quale sia il modo per far legare i bambini, due fratelli, anche se di sesso diverso. Non voglio che non litighino mai, ci mancherebbe, però almeno che non litigassero tutti i giorni, più volte al giorno.

Quindi, riassumendo:

– APPELLO a tutte le mamme a tempo pieno, da cui ho bisogno di sapere se anche loro, dopo un po’, non ce la fanno più a stare con i bambini.

– APPELLO a tutte le mamme di bambini, anche più grandi, che siano fratello e sorella, ché mi devono spiegare quale sia il modo migliore per insegnare a due bimbi a convivere e condividere, ad amarsi.

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