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spring-is-in-the-airPer me rappresenta qualcosa di particolarmente importante, è gioiosa e leggiadra, colorata ma non troppo, delicata ma sfuggente. Sin dall’età di circa 12 anni è la mia passione quando il tempo diviene più clemente. Le rigide giornate fredde e corte stanno volgendo al termine, nell’allungarsi delle ore di luce anche il verde è più verde, le prime timide gemmine fanno capolino dai rami degli alberi. Le primule, che non sono dei fiori da guardare ma rigorosamente trombette da suonare, tingono il prato di macchie gialle. Poi c’è lei: la Farfalla Gialla. È sempre stata la prima di tutte le farfalle che io abbia mai incontrato al cambio stagione, di solito tra marzo ed aprile, quando iniziano delle belle giornate soleggiate ma dove trova posto ancora un po’ d’arietta che volentieri ti fa tenere addosso la giacca. Ho sempre pensato: Farfalla Gialla uguale primavera nell’aria.

Oggi l’ho vista, pochi minuti fa. Ho cambiato casa e non sono più in quella dove in un grande prato ho passato l’infanzia a giocare e ad arrampicarmi sugli alberi; però, anche qui, a prato e alberi sono messa abbastanza bene. Quindi, dicevo, l’’ho appena vista svolazzare e mi sono sentita subito meglio, coccolata dal primo caldo quasi primaverile. Lei, sfuggente come sempre, volava sopra ad una siepe che fa da confine, lei, la Farfalla Gialla. Sin da quando ho avuto la prima fotocamera digitale compatta l’ho sempre inseguita per cercare di immortalarla, con risultati pressoché scarsi. Quando era l’ora di pranzo, a tavola con i miei, se fuori dalla finestra la vedevo passare, iniziavo ad urlare “la farfalla gialla, la farfalla gialla” e prendendo con me la compatta correvo nel prato, dimenticandomi del pranzo a metà. Poi mi perdevo al sole, cercavo gli animaletti, suonavo le primule, scattavo foto ad ogni bellezza della natura.

Il fine settimana appena trascorso abbiamo fatto visita ai miei genitori per un pranzo, finito il quale mi sono ritrovata a passeggiare all’esterno con Amoremio. Stavo guardando il panorama, e nel prato ho scorto dei rami tagliati, non so perché ma mi è venuta voglia di andare a gironzolare ancora in quel prato. Quindi, ho chiesto ad Amoremio se volesse unirsi a me, ha gentilmente declinato l’invito, così io con i miei pensieri sono scesa. Il prato non è all’inglese, ma è un terreno a tratti scosceso, dove punteggiati qua e là sorgono degli alberi da frutto. Uno ad uno sono andata a vederli e toccarli, a controllare se avevano ancora le stesse forme, mi sono accorta in questi anni quanto siano cresciuti, ci sono voluta salire sopra. Raccontarlo così non rende l’idea, anche perché non voglio dilungarmi, il messaggio è: passare nuovamente in posti dove ho trascorso ore e ore della mia vita spensierata e felice mi ha regalato una gioia immensa. Come lo ha fatto lei, la Farfalla Gialla poco fa, passando svolazzante.

E Voi, cosa Vi ricordate dell’infanzia che Vi piacerebbe rivivere? Avete qualche chiaro segnale che Vi annuncia la primavera?

A presto, momfrancesca.

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