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Bufale-su-facebookOggi mi sento un po’ off topic, per questo Vi racconto qualcos’altro. Il titolo fa riferimento all’ultimo fatto in ordine cronologico che mi è accaduto: oggi, all’ora di pranzo, mi arriva un Whatsapp da una mamma dell’asilo, in cui mi allega un’immagine e mi scrive di stare attenta alle arance, perché alcune provenienti dalla Libia sono iniettate di sangue con HIV.

Ora, io dico, ma la vogliamo smettere? A questa amica ho risposto prontamente che tante, tantissime notizie che girano sui social, Facebook per primis, sono delle vere e proprie bufale. Lei ha replicato dicendomi che anche lei lo sa, però evita le arance… Quindi, penso, stai anche tu dando fondo alla “notizia”? Finito di pranzare ho aperto google, ho digitato la query ‘arance Libia infette HIV’ e potete immaginare da Voi quali risultati mi sono usciti: è una bufala, l’ultima bufala sul web, è falso le arance non sono contaminate e via via un susseguirsi di siti che, guarda un po’, sfatano questa scemenza. Ho preso uno di questi link, il primo, e dopo averlo letto l’ho inoltrato all’amica di cui sopra, aggiungendole un consiglio spassoniato “smettila di guardare Facebook”. Al che mi risponde che lei non aveva approfondito, in quanto non mangia arance, però continuano tutti a condividerla, per questo si era sentita di avvisarmi.

Io non voglio fare processi a nessuno, ma se non Vi dico cosa penso di chi manda in giro notizie assurde, false, a sfondo allarmistico, vorrei esporre la mia forte preoccupazione data dalle persone che condividono. Questo tasto ha un potere enorme: può far diventare famoso qualche anonimo, può distruggere una reputazione, può creare facile allarmismo. So che chi inventa queste bufalate lo fa per motivi suoi personali relativi a pagine, statistiche e quant’altro. Capisco inoltre che il target si presta molto bene, funziona circa in questo modo: l’utente medio apre Facebook millemila volte al giorno, trova una “notizia” che tutti i contatti hanno condiviso, è sicuramente vera, la condivide, ma soprattutto fa o non fa quello che dice questa notizia, anche se può essere bizzarra. Bastano dieci secondi per la ricerca e qualche minuto di lettura per capire che circolano fesserie a più non posso.

La più brutta di tutte le storie che girano viralmente è quella sui vaccini. Sedicenti esperti scrivono “il vaccino causa l’autismo. NON vaccinare tuo figlio” e così scatta la condivisione selvaggia, parte la vaccino-fobia. Leggono solo il titolo e anche se è mezzanotte chiamano il loro pediatra, pure incavolate perché non risponde cortesemente, dicendo “su Facebook ho letto che…”. Io, se fossi nel pediatra, vorrei come pazienti solo figli di genitori che non hanno un profilo sul social. No scherzo, però gente, davvero, ci vuole un po’ di serietà ma soprattutto un po’ di cervello. Non sto generalizzando, ma mi è capitato su Facebook di avere più di un profilo, e ho sempre trovato i condividi-bufala. Sono moltissimi e dappertutto, sempre in agguato. Ad onor del vero con questo profilo per il blog non ho ancora trovato nessuno che condivide notizie false, ma sono sicura che tra i Vostri contatti ci sarà sicuramente uno di quelli.

Non voglio sensibilizzare chi crea queste scemenze, piuttosto tutti Voi. Tutti Voi che passate ore su Facebook passando in rassegna la timeline, condividendo random quello che capita, ma non avete dieci minuti per informarVi. Forza, google è Vostro amico, non Vi farà del male, usatelo!

A presto, momfrancesca.

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