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scuolabus-gialloIeri era il 19 marzo, San Giuseppe, giorno in cui si festeggiano tutti i papà. Mi è piaciuto molto leggere i tantissimi post dedicati a loro, carichi di ricordi e densi di emozioni. Appositamente ieri non ho scritto nulla, le mie emozioni me le tengo strette, comunicandole ai diretti destinatari.

Sempre ieri, Principessa ha partecipato alla Giornata dello Sport, è una mattinata all’insegna del movimento e del divertimento per i bimbi delle scuole dell’infanzia. Una giornata organizzata nei minimi dettagli, in cui si sono riuniti i bambini di 5 istituti, dove ogni gruppo di bambini partecipa a tre sport. Tutto è cominciato prestissimo: alle 5:40 vengo messa in allarme dalle urla di mia figlia che mi chiama, destata in malo modo vado da lei in ansia pensando fosse successo chissà che, tutta preoccupata mi dice che ha perso i suoi orsetti. Che dolce, penso. Quindi dopo un’accurata ricerca, nella quale ho coinvolto anche i RIS, trovo i suddetti orsetti che distavano circa quindici venti centimetri dalla sua testa. Che dolce, penso di nuovo. Ma lo penso veramente, mentre se fosse successo a notte fonda avrei pensato lo stesso che dolce, ma in modo sarcastico.

Alle 7:00 suona la sveglia, mi sistemo e poi sveglio loro. Niente, lei non si vuole alzare. “Ma amore, oggi hai la giornata dello sport!” dico io, cercando di essere convincente. Dopo qualche trattativa riusciamo ad alzarci, fare colazione, e uscire. “Di corsa, di corsa, è tardissimo!” ma per fortuna non così tardi, tant’è che arriviamo con 10 minuti di anticipo all’asilo. Quindi la saluto, le do tanti baci, io e Principe ce ne andiamo. Come sempre vado a comprare il pane fresco nel negozio lì vicino, parlo con altre mamme, con una di loro mi accordo per andare a vedere l’evento e fare qualche scatto. I bimbi si sarebbero dovuti spostare con il pulmino, quello giallo, delle scuole elementari. Mi sarebbe piaciuto vederla salire su quel pulmino, anche perché per lei ieri era la prima volta.

Ok, probabilmente ero più emozionata io di lei, anche perché mi ricordo la MIA prima volta sul pulmino giallo. Andavo con le elementari a fare una giornata simile, di sport, anche se aveva caratteristiche diverse; l’emozione di salire su quel pulmino che vedevo tutti i giorni portare alcuni miei compagni me la ricordo ancora, persino il tragitto. Ho trasferito questo ricordo su mia figlia, e a parte sentirmi invecchiata oltremodo, ero emozionatissima, ma anche troppo. Purtroppo non ho potuto aspettare che arrivasse per vederli salire, altrimenti mi sarei persa l’inizio dell’evento che dovevo raggiungere con l’auto. Però, di ritorno dal negozio del pane, ho sentito il rumore, il pulmino era lì; infatti ho percorso la strada sotto l’asilo, dove si intravede il piazzale antistante. E niente, ho visto il pulmino giallo che partiva, e mi si è stretto il cuore tantissimo, perché sapevo che lì sopra c’era Principessa, la mia bambina che ha 4 anni e mezzo, ma che continuerò a vedere come quella neonata stropicciata che presi in braccio nel 2010.

So perfettamente che i figli vanno “lasciati andare”; non li facciamo per rinchiuderli in casa tutta la vita, ma per prepararli ad affrontare il mondo nel migliore dei modi. Non sono persone che ci appartengono, ma piccoli umani indipendenti che ci hanno rubato un pezzo di cuore. È vero, bisogna lasciarli andare, ma… Quanto è difficile!

A presto, momfrancesca.

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