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gazza-ladra-versoEro nel mio giardino, con Amoremio – a casa, malaticcio – e Principe ché stavamo guardando i due Canadair. Da due giorni fanno avanti e indietro per spegnere un enorme incendio divampato lunedì sera, noi non perdiamo occasione di salutare i piloti, scattare fotografie, fare ricerche sui velivoli. L’ora del pranzo si avvicina, per questo inizio a fare avanti e indietro tra giardino e cucina, e Principe rimane fuori. Ad un tratto sento un verso strano, e non capisco, esco subito per controllare se mio figlio è a posto. Lui sì, ma sento questo verso, di nuovo, che è di un volatile. Qui si vedono da anni sono merli, ballerine bianche, gabbiani, alcune volte ho visto il picchio giallo, e passeri domestici. Ma quel verso mi mancava. Chiamo Amoremio a rapporto, nel mentre aguzzo la vista, in cima all’araucaria – che odio con tutta me stessa – vedo un uccello. <<Guarda, amore, c’è un coso che sembra un piccolo pinguino.>>, ma lui non vede nulla. Questo coso a forma di pinguino continua a fare il suo verso strano, e ad un certo punto dico <<ma sai che mi sembra la gazza ladra?>> lui annuisce poco convinto e tossisce, così che il volatile, spaventato, scappa via e lo possiamo vedere. È bianco e nero, e grande poco più di un merlo: confermo, non lo conosco.

Il pranzo è pronto, un invitantissimo riso bollito ci attende – ricordate? Qui si sta male un po’ a turni da venerdì, per qualche stramaledettissimo virus – e finito quel banchetto regale prendo lo smartphone. Digito “gazza ladra” su San Google, clicco immagini e mi compare esattamente quel coso a forma di pinguino visto poco prima. Wow, ma allora sono bravissima, e parte il momento autostima a mille.

“Ma che ci racconti, Francesca?” penserete Voi. In effetti, della gazza ladra in sé potrebbe davvero fregarVene poco, ma il focus è un altro. Quando da piccola mia madre mi smollava nella mia seconda famiglia, sentivo a casa loro questo suono, questo canto stridulo e io chiedevo sempre cosa fosse. <<È la gazza ladra>> mi dicevano. <<Ah, e che cos’è la gazza ladra?>> Chiedevo io, nella mia beata bambitudine. Quindi mi spiegavano che era un animale a cui piaceva rubare gli oggetti luccicanti, e anche sottrarre le uova dai nidi di altri uccelli. Di nuovo, Vi domanderete “e quindi, Francesca, che cosa ci stai narrando?” Ecco, arrivo al dunque. Oggi, sarà stato il caldo o i 30 anni che si avvicinano* , ma ho avuto una strana consapevolezza. Un verso di un animale che non sentivo da anni, ma che spesso avevo ascoltato, e di cui mi era stato spiegato origine e significato, mi ha portato ad avere questa informazione nella memoria, senza sforzo. Chissà se è successo anche a Voi.

Per questa motivazione io, anche ora che i miei cuccioli hanno 4 e 2 anni, parlo con loro di tutto, gli leggo quello che mi capita, rispondo alle domande, faccio approfondimenti. E parlo normalmente, come se avessi davanti un adulto, nella speranza che tutte le informazioni, di qualsivoglia natura, entrino nel loro cervellino e lì vi restino fino ad un giorno lontano, in cui gli servirà una nozione e lei ci sarà, dimenticata da anni, ma sarà lì. E si sorprenderanno come ho fatto io oggi; si gaseranno, come è successo oggi a me, gazza ladra!

A presto, momfrancesca.

*Li compirò nel 2017, ma li sento terribilmente vicini…

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