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In un momento di noia avevo la tv accesa, su un programma che non ricordo: non lo stavo seguendo, ma ogni tanto buttavo l’occhio. Mi colpisce una frase, solitamente la pubblicità non mi sfiora minimamente ma non so, sentivo di doverla guardare. Una voce femminile dice “La mia casa a volte sembra…”.

La prima scena si svolge al mattino, papà e figlio giocano sul letto, ancora sfatto. Arriva l’altro figlio, corre felice incontro al papà e al fratello, con in mano due “cosi” di cui ignoro il nome esatto, poniamo siano pancakes ricoperti con un quintale di confettura. Che fa il bimbo 2? Ma è ovvio, inciampa su delle rocce presenti in camera da letto e scivola, atterrando con un pancake capovolto e uno no. Spiaccicato sulle candide lenzuola, se no che gusto c’è?
Nello spot: tutti ridono e se ne fregano, continuando a giocare imperterriti in un tripudio di felicità mattiniera che “quelli della famiglia del mulino” ne hanno di strada da fare. Successivamente, mamma e figlio – presumibilmente quello che ha fatto il danno – sono in un posto surreale che dovrebbe rappresentare la lavanderia e fanno svolazzare il lenzuolo super pulito.
Nella realtà, io: come prima reazione avrei urlato/inveito contro chiunque. In particolar modo verso il minore reo di aver impiastricciato in maniera irrimediabile le mie lenzuola. Dopodiché avrei iniziato una ramanzina su quanto sia stato distratto, dicendo frasi tipo <> e <troppofigo>>. Ma anche <> passando per un pensiero “ma che, sei scemo? Figlio mio, devi essere proprio frastornato* per spiaccicare un pancake sul letto, e tra l’altro solo uno!”.

Via, seconda scena, nel bagno. Splendente, bianco più delle lenzuola, questo non è un bagno ma sembra il campo da calcio di “Holly e Benji” perché non è dato sapere dove finisce. I due simpatici fratelli pasticcioni corrono a lavarsi le mani pallone-muniti; con le scarpe, pure. Ma, acciderbolina*, il pallone scivola dalle mani, cade facendo una pozza di fango ed arriva Peppa Pig a saltarci dentro. Ah no, scusate, l’abitudine a fare il binomio fango – Peppa. Niente, dicevo, formano questa chiazza marrone sulle piastrelle belle lucide e scendono a terra rincorrendo la palla e zozzando a destra e a manca.
Nello spot: nessuno se ne cura, chissà se, quando la mamma vedrà quell’infangata, riderà ancora.
Nella realtà, io: innanzitutto non sarebbe successo perché pallone e scarpe restano fuori casa, come regola. Ponendo di essere la madre dei due infangatori, uscirei di senno e mi metterei a piangere per le pietose condizioni in cui versa il bagno. Direi frasi tipo <> facendomi passare per matta da sola. Poi, tornando a piangere, chiamerei Mamma Pig per farmi aiutare nella pulizia, lei che è sempre così serafica. “Come? Mamma Pig non esiste? Uheee” piango. Anzi, vogliomorì.

La terza scena, ed ultima fortunatamente. La mamma, entusiasta, ha preparato la pizza e con la teglia in mano, tuttafiga si appresta a servirla. Lei e il marito sono in piedi (anzi, il marito è mezzo sdraiato), i bambini dall’altra parte della penisola in piedi con piatti in mano, stile mensa. Lei, sempre tuttafiga, serve una fetta di pizza ma, perdincibacco*, un litro di passata di pomodoro le cade a terra. I due bambini guardano con commiserazione il pavimento.
Nello spot: lui, anche se ha sporcato lei, munito di mocio superbiancosplendido pulisce la macchia di sugo e lei, che nel frattempo stava guardando mezza sdraiata sulla penisola, alla fine gli batte un cinque.
Nella realtà, io: eh dai, non penserete che sia così stordita a servire una fetta di pizza! Ad ogni modo, se succedesse, mi sentirei sicuramente subito menofiga, mi darei della tonta da sola e pulirei la macchia senza schiavizzare mio marito.

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La famiglia Pasticcioni

Lo spot finisce con il prodotto pubblicizzato in primo piano, dietro lui e lei che se la ridono con il figlio in braccio. E l’altro figlio? Eeeh, l’altro stava chiamando il telefono azzurro dopo che i genitori lo hanno obbligato a ripulire tutto il bagno. Con lo spazzolino da denti.

Riflessioni personali:
– Come cavolo fai a ridere se tuo figlio, inciampando nel nulla, ti sporca le lenzuola perché girava con dei pancakes?
– Per quale motivo avete un bagno senza confini? Deve essere terribile da pulire. Soprattutto, come fai a tenerlo così bianco e splendente?
– Ma sei scema? Com’è possibile che tu sia così impedita – nonostante te la tiri – e servire la pizza in quel modo? Aah, eri ubriaca? Allora ok.
– Un tavolo non ce l’avete? Sedie, nemmeno?
– Perché, sia tu che tuo marito, ve ne state mezzi sdraiati sulla penisola? Comodo?
– Per quale motivo finisce lo spot con un figlio solo mentre lo baciate, e dell’altro si sono perse le tracce?
– I creatori della pubblicità di questo prodotto pensano veramente che noi mamme siamo così impedite?
– Davvero, tu mamma dello spot, sei felice mentre reciti che a volte la tua casa sembra, nell’ordine: un circo, un campo di calcio, un’allegra pizzeria? A me sembri solo un po’ rintronata! 🙂

Post NON in collaborazione – per fortuna – con il succitato prodotto.

Avvertenza: questo post non critica niente e nessuno, è da leggere in chiave ironica.

*parole MAI presenti nel mio vocabolario.

A presto, momfrancesca.

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