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nato-figlio-martina-levatoSentenza, camera di consiglio, parto, affidamento, Achille, nonni, straziata dal dolore.

Parole che sembrano non avere un minimo comune denominatore, dette così. Se invece dico Martina Levato, Alexander Boettcher, la “coppia dell’acido”, forse è più chiaro di cosa sto parlando. Voglio analizzare, dal mio personale punto di vista, questa orrenda storia che ha come protagonista involontario un bimbo nato solo pochi giorni fa. Ieri ho scritto, presa dall’emozione, questo post dove parlo e racconto la mia visione dei neonati, oggi invece mi sento di scrivere di una triste realtà.

Le 50 sfumature di mamma, hanno postato su Facebook il loro punto di vista, facendo una profonda riflessione. Se ne legge dappertutto sui quotidiani e la notizia passa alla tv con continui aggiornamenti. L’inizio lo sapete tutti, due amanti innamorati che decidono di compiere un atto crudele, sfigurare un altro essere umano, Pietro Barbini, con dell’acido gettato in faccia. Poi l’arresto, sono usciti i particolari della loro storia, altre aggressioni in passato, lui diabolico e lei – accecata dall’amore verso questo bad boy – menzognera e agghiacciante, la gravidanza di lei, incinta di lui.

Sono stati condannati entrambi a quattordici anni di carcere, in queste ore si stanno decidendo i risvolti del loro erede. La Levato ha partorito, sabato notte, un maschietto al quale è stato dato il nome Achille e riconosciuto dalla madre, le è stato portato via, subito, appena tagliato il cordone ombelicale. Nel suddetto post delle 50 sfumature, ci si domandava se, in attesa della decisione del giudice, sia stata la scelta giusta quella di togliere il bambino al primo contatto con la madre, ad una poppata dal seno di chi l’ha portato in grembo per nove mesi, agli abbracci del sangue del suo sangue. Io, personalmente, credo di sì. Quale donna può essere amorevole col proprio figlio, quando è rea di cattiverie perpetrate? È iniziato l’iter per poter dare in affidamento Achille, e si aspetta la sentenza del Tribunale dei minori. Le famiglie dei due genitori naturali insorgono, sostenendo che lei sia sopraffatta dal dolore di non aver nemmeno visto il bambino che ha partorito, che sia disperata. Spiegateglielo ai genitori e familiari del Barbini – ex fidanzato della Levato – che ora ha il volto deturpato quanto dolore hanno provato. Chiedete loro se erano disperati quando hanno compreso la gravità di quel gesto, che in pochi secondi ha cambiato la vita di un uomo e di chi gli vuole bene. Sconcertante è sapere che la Levato, al momento di compiere il reato, era già in stato interessante, quindi doppiamente malefica.

Io ritengo che ci siano reati di serie A e reati di serie B, forse anche C. Non metterei tutti i carcerati sullo stesso piano, ci sono ladri da due soldi ed esistono serial killer, non credo si possa paragonarli. Gente che fa del male agli altri con cattiveria, premeditazione e per futili motivi per me è da condannare ai massimi livelli. Tra queste persone includo i due amanti di Milano che, per questo motivo, non credo si meritino un dono così bello come un figlio può essere. Non sono molto una persona da “diamo una seconda possibilità a chi ha sbagliato”, specialmente a chi agisce premeditando. Se avessi potuto, io le avrei tolto l’utero ad una donna così, ovviamente prima che rimanesse incinta, e a lui un bel trattamento per renderlo sterile. Troppo cattiva? Forse la mia è un’esagerazione, ma veramente, esiste qualcuno che pensa di poter lasciare a due esseri umani del genere un neonato? Esiste qualcuno che ritiene che Achille possa crescere sereno quando da grande qualcuno gli dirà <<sai che la tua mamma e il tuo papà sono quelli che hanno sfigurato un uomo, così, per cattiveria?>> È un bambino che non ha colpe, è nato in un utero che, forse, non meritava di accoglierlo e quindi è giusto che non entri in contatto nemmeno un secondo con una donna che, credo, potrebbe fargli del male se piangesse troppo per le coliche, se fosse un bambino che dorme poco di notte. Anche se è la sua mamma, anche se il destino ha scelto lei, quando ci sono moltissime coppie meritevoli di avere un bambino e non riescono ad averlo. Farlo crescere, in affido, in una famiglia la quale si potrebbe prendere cura di lui in modo amorevole e sano è, a mio avviso, sicuramente meglio che lasciarlo con due persone carcerate, condannate a vita perché saranno sempre malviste.

Caro Achille, quali colpe hai tu, per essere venuto al mondo in una situazione così difficile? Nessuna, solo la sfortuna di essere stato concepito da due persone diaboliche che non meritano una gioia grande come te; per questo voglio immaginarti protetto e coccolato nella nursery, presto affidato alle cure di braccia amorevoli e cuori colmi d’amore, di persone senza un passato buio come quello dei tuoi genitori naturali. Buona vita piccolino.

Voi cosa ne pensate di questa decisione? Avreste lasciato che madre e figlio si incontrassero, o ritenete giusta questa separazione?

A presto, Francesca.

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