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Momfrancesca è andato in vacanza. No, non il blog, la proprietaria. Il mare, prima o poi, richiama tutti e io, che ho avuto la fortuna di scegliere il periodo in cui fare le vacanze, ho optato per settembre. Lato negativo? Per quasi metà vacanza il tempo non è stato clemente, ma noi ce ne siamo fregati e abbiamo giocato lo stesso in spiaggia, corso sulla battigia, bagnato le gambe nel mare. Altro lato negativo, sono tornata della tonalità di pelle con la quale ero partita; ma per me non è un problema in quanto non sono una modaiola che per sentirsi bella e accettata in estate deve essere marrone.

I benefici del mare li abbiamo avuti lo stesso, tanto iodio e anche un po’ di relax dal quotidiano lava-stendi-stira, cucina-pulisci-sistema, e così via. Manco a dirlo, non c’era quasi nessuno in spiaggia, eppure non era proprio deserta; abbiamo infatti potuto fare amicizie con altri nanetti. Per me è stato proprio questo il top della vacanza a settembre: la mancanza di ressa. Io non sono una tipa molto sociale, e divento anche selettiva fuori dal contesto casa, non avrei avuto vita facile in mezzo al marasma agostiano, con orde di bambini qua e là, magari maleducati con madri ancora più indisponenti a tenere a bada i propri pargoli. Ho già avuto una dimostrazione di alta maleducazione, tra l’altro da ragazzini che avranno avuto 12-14 anni, con madre con non solo non si è degnata di capire cosa stessero facendo le sue tre creature, ma nemmeno ha detto loro di sistemare il pasticcio che avevano creato.

Amoremio? L’abbiamo lasciato a casa. Oh sì, è un lamentone peggio di me, e nonostante avesse avuto tre settimane di stacco dal lavoro, nessuno dei due ha voluto andare al mare in quel periodo. Motivi? Lui è abituato a lavorare molto, e con la testa non stacca mai – gliela staccherei io a volte – per questo motivo in vacanza con lui ci sarebbe stato gran poco divertimento, a sentire le sue lamentele su tutto. Dal canto mio ho sempre bocciato agosto per la calca di gente che si muove, avendo le ferie non può fare altrimenti, intasando autostrade, hotel e spiagge. Sarei morta solo all’idea di avere a pochi metri, a destra e a manca, sconosciuti rumorosi, magari con bambini molesti. L’opzione rimasta era mia madre che, praticamente obbligata da mio padre, ci ha tenuto compagnia in questi giorni di vacanza. Anche se il nostro rapporto è quello che è, si è comportata da nonna aiutandomi nel compito di tenere a bada i due piccoletti; sicuramente più di quanto avrebbe fatto il loro papà. Per quanto riguarda Principessa e Principe sono stati abbastanza bravi: educati e senza essere di disturbo agli altri commensali quando c’erano i pasti, mediamente ubbidienti, un po’ capricciosi a tratti ma credo in seguito alla stanchezza. Hanno mangiato quintali di dolci, e guardato cartoni orrendi in quanto la tv trasmetteva nemmeno quindici canali. Ma si sono divertiti tanto e questo è l’importante.

C’è stato solo un neo, in questa vacanza serena, ovvero mio figlio che è scappato dallo stabilimento. Io ero con i piedi a mollo in riva al mare, mia madre, pochi metri più indietro, guardava i bimbi giocare con la sabbia, davanti ai lettini. Mi sento chiamare, mi giro, con la mano mi indica verso sinistra, settanta metri più in là vedo quel cretino di mio figlio che corre ed esce dal cancello. Appena ho realizzato, quindi qualche frazione di secondo, ho iniziato a correre più veloce che potevo, alla fine della spiaggia c’erano due lettini in mezzo sui quali sono dovuta saltare, arrivata troppo veloce ho sbattuto contro le cabine per fermarmi, e circa sei metri fuori da un cancelletto c’era lui, che correva divertito, appena mi ha sentita si è fermato e girando ridendo, manco stesse facendo la cosa più sbellicosa del mondo. Presa dalla rabbia per la stupidata commessa gli ho urlato <<cretino!>> e si è beccato uno sculaccione. L’ho portato per un braccio su un lettino e lì l’ho messo in castigo per credo più di dieci minuti, non si è mosso e piangeva come un disperato. Io ero fuori di me dalla rabbia, e avevo anche il cuore a mille per la corsa che avevo fatto, io che non sono una sportiva. Ho chiesto a mia mamma dove cavolo era in quel momento, mi ha detto che lui aveva chiesto di me e voleva venire dove ero io, e ad un certo punto è corso verso il cancello. Ho imparato due cose: non mi fidavo a lasciare i miei figli agli altri e facevo bene, e soprattutto i bambini sono imprevedibili e basta quel famoso “attimo” che tutti dicono. La fortuna è stata che quel cancello desse non sulla strada ma su una parte che portava sugli scogli, quindi in principio non pericolosa e priva di auto. Ma la paura l’ho provata lo stesso e di notte ho continuato a vedere e rivedere la scena.

Quest’anno ho sperimentato una novità: ho preparato la valigia arrotolando tutti i capi, come mi era capitato di vedere on-line, ed effettivamente ho infilato in una sola valigia una marea di vestiti. Se arrotolati accuratamente, all’arrivo si trovano anche in condizioni ottimali senza stropicciamenti. Al ritorno, una volta a casa, viene il brutto: disfa le valigie, sistema, fai le lavatrici. Solitamente mi sarei dilungata per molti giorni facendo questo lavoro, ma dopo aver passato sette giorni a fare nulla, al rientro ho subito vuotato e sistemato tutto, ho avviato due lavatrici, e me ne manca solo un’altra. Quindi, brava me, mi sono sorpresa da sola. C’è da dire che Amoremio mi ha fatto ritrovare la casa pulitissima a specchio, per il nostro rientro, così da non dovermi mettere a pulire appena rientrata. Checcarino!

Che cosa abbiamo vinto da questa vacanza? Un fantastico raffreddore da rientro, per entrambi i bimbi. In particolare ha colpito Principe, il quale mi ha fatta alzare all’una, alle due, alle quattro, e poco dopo è arrivato direttamente nel lettone, proprio a causa del nasino chiuso. Bene, quindi è tutto come prima.

Domani Principessa inizierà l’ultimo anno di asilo, mi sembrava ieri che la portavo al suo primo giorno, che emozione. Ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.

A presto, Francesca.

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