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rapporto-madre-figlia-conflittualeNon mi era mai successo. Non per così tanto tempo, almeno.
In passato ho già avuto momenti come questo, ma risoltisi quasi subito. Sono passati giorni e giorni dall’ultimo post, scritto per le StorMoms – di cui faccio orgogliosamente parte – inoltre sono la StorMom del mese, quindi dovrei essere la più attiva. A settembre ero carichissima, spesso connessa e collegata dai vari device per non perdermi nulla, per condividere, postare. Poi, il vuoto.

È un po’ questo che sento, anche dentro di me. Come sa chi mi segue, ho il blog da poco più di un anno, e non ho mai scritto per forza, controvoglia oppure senza ispirazione. Ho sempre reclamato la mia libertà di scrivere “quando me la sento”, tutt’ora sono felice di aver rispettato questo modus operandi.

Sono sempre accolta dal calore dei Vostri commenti, per ogni post, ed è questo che cercavo dal blog: comunicazione ed interazione. Non mi interessano campioni omaggio da testare, prodotti da recensire, collaborazioni remunerate; perché in tutto questo penso manchi la sincerità e la spontaneità, nulla togliendo ovviamente a tutte le blogger che svolgono questo tipo di attività. Dicevo, leggere i commenti sul blog mi regala sempre spunti di riflessione, mi dà gioia sapere di essere letta da estranei – che conosco solo virtualmente – e che prendono del tempo prezioso per lasciarmi scritto il loro pensiero, per questo non finirò mai di ringraziarVi.

Parlando sinceramente, avrei voluto scrivere un post per il quinto compleanno di Principessa, caduto nei giorni scorsi, sulla traccia di quello scritto per i suoi 4 anni. La verità è che non ero ispirata, avrei potuto scrivere un post melenso pieno di bellissime emozioni, intriso di racconti, parlando di baci e risate, ma non avrebbe rispecchiato la realtà. Purtroppo, e qui scrivo con un onesto velo di rammarico, a cinque anni dall’inizio di questo lavoro fantasticoso – fantastico e faticoso – che è la mamma, mi trovo in crisi.

Forse è come nel matrimonio, la crisi del settimo anno, mentre per la maternità è al quinto anno? Scherzi a parte, il periodo che sto affrontando non ha molte differenze dai mesi scorsi, la mia vita procede sempre tranquilla senza scossoni, come piace a me. È proprio la crescita naturale di mia figlia che mi crea il vuoto dentro, mi ha lasciata interdetta per come è diventata grande, per quanto stia cercando di affermarsi, se pur con qualche difficoltà, nel mondo. Sta alzando la voce, timidamente, ma lo sta facendo; sta provando ad urlare al mondo “hey, io sono qui!” ed io non so come si fa la mamma.

Con Principe, che ha due anni e mezzo, non mi faccio molti problemi, lui è un bambino solare e quasi sempre allegro, anche se credo sia nei terrible two non dà particolari noie, anche perché i capricci sterili con me non attaccano e, capita l’antifona, li stronca direttamente sul nascere. Con Principessa, per contro, devo darmi da fare affinché rispetti suo fratello, in quanto lo tratta davvero male e a volte proprio con cattiveria. Certo lui a volte è dispettoso, ma ci sta per l’età che ha. Eppure le vuole un bene immenso, le raccoglie un oggetto caduto, le porta il suo pupazzetto, e via dicendo. Al mattino lui si sveglia sempre prima, va da lei a farle le carezze, poi urla <<vegliti!!>> che starebbe per “svegliati”, le fa le carezze sulla testa, con una delicatezza tale che è impressionante – dato che è un maschietto, fa strano – e lei per tutta risposta lo spinge via, piange, urla.

Questo è lo scenario di prima mattina, poi si passa alla colazione dove è una lotta per il posto, lui vorrebbe starle vicino, lei assolutamente non lo vuole, finché arriva mamma e li siede separati. Questo è il modo migliore di iniziare una giornata? Certo che no. Continua poi con i capricci per vestirsi, perché “è sempre tutto stretto”, i capricci per l’asilo perché “io non ci voglio andare”, passando per il tempo che trascorre ciondolando senza prepararsi, così che arriviamo sempre all’ultimo minuto utile per l’ingresso in asilo.

Mi sento una fallita, ecco. Non sono qui ad autocommiserarmi, e non voglio farmi compatire da Voi, è solo una presa di consapevolezza. Farcita dalla sicurezza che questo è solo un periodo, e sono certa che passerà. Però ora mi sento così, mi sento vuota dentro, incapace di fare il mio mestiere, incapace di essere quel genitore che vorrei essere. Dicono che il rapporto madre-figlia sia più complicato che quello di una madre con il figlio, ora come ora riscontro questo, e mi immagino anche il futuro, o almeno ci provo. La verità è che ho paura. Sì, è così, lo sento, è un brutto sentimento, ma ho paura di sbagliare, ho paura di non essere all’altezza. Il giorno del parto mi sentivo una leonessa col mondo in mano, ora mi accorgo che non so gestire una figlia di cinquesolocinque anni! Quando ne avrà 14, come farò?

Forza Francesca, sono tendenzialmente ottimista e per questo non voglio fermare troppo questi pensieri negativi. Non ne ero molto convinta, ma il Vostro affetto nei miei confronti che mi rinnovate ogni volta, mi ha spinta a condividere con Voi questo mio periodo.

Senza guardare tutte le piccolezze negative, volevo fare gli auguri alla mia meravigliosa Principessa per il suo traguardo. Cinque anni di altalena, una bellissima e variopinta altalena di emozioni e di momenti indimenticabili. Gli occhi che aveva, colmi di gioia ed emozione, quando ha soffiato sulle cinque candeline, può bastare a farmi sentire veramente meno vuota.

Facciamo che ci lavorerò su, e se non mi leggete sapete il perché!

A presto, Francesca.

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