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Aprii il profilo Facebook nel lontano 2008, o 2009 non ricordo. Il social blu era agli esordi qui in Italia, nessuno e dico nessuno dei miei amici/conoscenti/famigliari aveva un profilo. Pian piano, a macchia d’olio, la voce si è allargata e mi sono ritrovata fra gli amici virtuali quasi tutti i visi che erano amici miei anche nella realtà. Avevo ex compagni di scuola, attuali, conoscenti e amici d’infanzia, parenti nessuno; loro sono arrivati dopo. Inizialmente lo usavo per scriverci veramente di tutto, il mio profilo era il prolungamento della mia mente, quel che pensavo andava a finire là, in bacheca. Mi resi subito conto di quanto mi stavo esponendo, anche agli occhi di chi non volevo sapesse cosa facevo nella mia vita. Avevo pochissime foto, mi divertivo già allora a modificarle con i programmi di grafica, molto basici – mi pare di parlare di cento anni fa – e pubblicavo sempre meno. Finché chiusi il mio profilo personale.

Non ne sentii la mancanza, anche perché niente di meno stavo mettendo su famiglia. Avevo già parlato di questa chiusura di Facebook, avvenuta su richiesta, ma che nei giorni seguenti mi fece rendere conto che sembravo essermi liberata di qualcosa. A distanza di anni ho aperto il mio blog, per farmi conoscere ho aperto un profilo Facebook, che uso per tenermi in aggiornamento reciproco con la mia rete di contatti. Non ho tra gli amici nessun parente, famigliare, amico o conoscente. Solo amici virtuali. Eh brava, allora sei sola come un cane, penserete voi. No! Invece, anche se sono dietro uno schermo, dello smartphone principalmente – ché il mio pc credo voglia abbandonarmi presto – riesco a percepire che c’è interesse. Io sono interessata a ciò che scrivono i miei amici virtuali, quali foto postano e cosa fanno, e loro sono curiosi di quel che faccio io. C’è un lato bellissimo di questa rete, e cioè che se qualcuno ha bisogno di una mano, qualcun altro la tende; se qualcuno ha bisogno di un consiglio, arriva e sarà più di uno; se qualcuno ha bisogno di sfogarsi e/o ricevere supporto, si può stare tranquilli che otterrà entrambi: potrà sfogarsi e verrà supportato. Se poi siete fortunati come me, che avete amici che vi dicono la loro anche se la pensano diversamente da voi, senza bisogno di litigare e poi togliere l’amicizia, allora siete a posto.

Ieri ho scritto un post, ho vissuto una – per me – brutta esperienza famigliare, sono stata trattata malissimo da uno dei miei genitori, per un motivo che definire banale è riduttivo. Il contesto è lungo e delicato da spiegare, colmo di sfumature, quindi non starò qui a tediarvi con la mia storia. Solo ho capito che, nel web, ho trovato chi ha provato a stare sulla stessa barca; addirittura chi ha navigato su una zattera in mari molto più mossi dei miei, e questo mi ha fatto ridimensionare il mio problema. Che però rimane sempre. Discutere con Genitore mi ha portata, inevitabilmente, a discutere con Amoremio. Che uno pensa “ma proprio ora che dobbiamo essere uniti, per far fronte a questa situazione pazza, ti arrabbi pure tu” e quindi è finita che mi sono messa nel mio mondo, a guardare telefilm su Netflix, concentrandomi su quanto di più splendido ho: i miei figli. Ho cercato, con qualche difficoltà, di non trasmettere a loro il nervosismo e la tristezza che mi affliggevano, però ho parlato chiaro quando ho preso Principessa dall’asilo: <<mamma non ha voglia di giocare con voi, è un po’ svogliata, perché è arrabbiata>>. Una vocina si è subito premurata di chiedere se fossi arrabbiata con loro, ho detto assolutamente no, che ce l’avevo con un’altra persona, che lei subito ha nominato… Quando si dice che i figli capiscono tutto. Ho minimizzato la situazione e poi li ho lasciati a giocare in giardino, fino a un orario indecente. Di conseguenza abbiamo fatto la cena tardi, e la messa a letto è slittata alle 09:45; insomma tutta la giornata di ieri sballata.

Da qualche mese so che dovremo cambiare casa, ora quel momento è arrivato e in teoria il 1 di giugno dovremmo essere in una casa nuova. In pratica, la casa nuova va finita e quindi prima incognita. La seconda incognita sono i rapporti famigliari, già da tempo logori e deteriorati, fonte di discussione; a questo punto mi domando se sia giusto portarli avanti. Non è che, perché siamo parenti e affini, siamo costretti a frequentarci; potremmo semplicemente vivere ognuno la sua vita senza obbligarci in modo masochista a vederci durante le feste, Natale o compleanni che siano. Che tristezza accorgersi di questi risvolti, dopo che sono cresciuta in una famiglia – falsa, falsissima – che mi ha fatto credere che la famiglia sia stile Mulino Bianco, dove possiamo immaginare il rapporto con fratelli e sorelle, con genitori e suoceri, solo vedendo come addentano la brioches al mattino, tutti stra felici. Ma non esiste nelle famiglie reali, si discute e si litiga, in tantissime famiglie. Forse, in quelle intelligenti, si prova a parlare, cercando una soluzione al piccolo problema che sorge. Ecco, parlare. Siamo tra adulti, se c’è qualcosa che non va, che non riteniamo giusto, possiamo confrontarci in privato. Senza coinvolgere altri componenti della famiglia per farsi spalleggiare. Perché a quel punto diventa una sorta di faida, visto che gli schieramenti sono sempre quelli.

Per fortuna esistono i social. Si parla tanto di rapporti con le persone reali, che sono quelli veri e non devono essere sostituiti da tastiera e schermo. Vero, verissimo. Però, se mettiamo a confronto l’ipocrisia di chi mi fa la bella faccia davanti, e dietro parla male di me, ed è pure mio parente, no grazie, preferisco di gran lunga una chiacchierata sui social, ché di belle persone ce ne sono, che mi danno “conforto” senza che lo chieda esplicitamente. Dopo il post su Facebook, dove ho raccontato, in maniera volutamente superficiale, quel che mi è accaduto, ho trovato tante persone che mi hanno detto che per loro è stata la stessa cosa, che mi hanno abbracciata anche solo virtualmente, che mi hanno dato consigli su come poter superare questo ostacolo. Ecco, oltre a voler ringraziare chi ha avuto un pensiero per me, volevo in questa sede far notare che i social non sono solo uno spazio dove ci si mette a nudo anche in maniera esagerata, dove si viene stalkerizzati da persone fastidiose; non sono solo il luogo dove si accendono un flame dietro l’altro, finendo quasi a coltellate. Non è solo negatività, i social hanno anche dei risvolti positivi, che a volte possono essere maggiori di quelli che ti può dare la vita reale.
Basta usare la testa, come in tutte le cose.

Grazie Facebook, per avermi fatta circondare di persone bellissime. Grazie, persone bellissime.

 

Francesca.

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