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L’estate per me è già alle spalle, anche se prendo ancora il sole e finalmente non ho più il color mozzarella che mi fa compagnia. L’ultimo post che ho scritto risale a mesi fa, quando la mia Principessa si accingeva a fare la recita di fine anno scolastico. L’anno si è concluso, nel frattempo è successo di tutto e di più. Lei ha concluso i tre anni di asilo, e inizierà la scuola; Principe inizierà l’asilo, e io non sono pronta per nessuno di questi due eventi. Ma tralasciamo, per il momento. Abbiamo cambiato casa, con tutte le rotture che un trasloco comporta, come oggetti persi, problemi con gli allacciamenti e volture infinite, senza connessione internet per giorni interminabili, attese che si sono dilungate e via dicendo. Il bello è che ci siamo trasferiti a pochi kilometri, quindi per i bimbi è stato indolore, sapere di poter tornare nei posti a loro familiari e rivedere gli amichetti di sempre. Altri episodi di rilevanza sono due: uno, mentre scaricavo l’album di iPhone su hard disk esterno, questo si è suicidato e mi ha mandato a quel paese tutte le foto che ho fatto da ottobre, se ne salvano un migliaio circa, che sono salvate sul telefono. No, non ho usato iCloud, non mi piacciono i servizi on-line; sì, ora lo userò, sigh. Oltre ad aver perso questo, altre innumerevoli foto, documenti importanti di Amoremio e chissachealtro. Come se non bastasse, Amoremio, quel genio, per motivi che non sto a raccontare, ha bruciato completamente senza speranza di una resurrezione il suo Samsung S5, che conteneva centinaia di foto nostre e dei bambini. Ah, le altre erano tutte sull’hard disk esterno, perché per tenere memoria libera sul telefono, scaricava tutto. Ecco, anni di foto scomparsi in un momento.

Facciamo finta di niente e andiamo oltre. Parliamo di cose carine, come una mamma che quando sua figlia doveva iniziare l’asilo si era proposta di ricamare bavaglio ed asciugamano ma non li terminò mai… Ma per fortuna la stessa mamma si è riscattata quattro anni dopo, con l’inizio dell’asilo del figlio. Sì, sono io, adoro fare il punto croce, ho iniziato da autodidatta quando Principessa era piccolina e io mi annoiavo, chiusa in una dimensione strana di mamma, isolata perché dove ero non avevo amiche, e sola perché mia madre aveva sempre cose più importanti da fare. Poi ho lasciato tutto lì nel cesto del cucito per anni, fino al giorno in cui sono andata a comprare il set asilo azzurro, e l’ho ricamato. Ho finito anche con largo anticipo, questo non è da me. Grembiulino comprato, zainetto e via, pronti per la scuola materna.

Pronti? Chi lo ha detto? No, io non lo sono affatto, anzi, il contrario. Una dovrebbe essere già abituata, tua figlia sta fuori casa dalle 9:30 fino alle 17:00 per tre anni, mangia fuori, fa nuove esperienze, conosce rituali che sono propri di quella struttura, fa amicizie. Eppure niente, non sono pronta anche perché Principe lo usavo come damo da compagnia, nel senso che portavo lei all’asilo e noi uscivamo a passeggiare, o andavamo insieme a fare commissioni, stavamo a casa a fare qualche attività tranquilli. Ecco, tutto questo mi mancherà, perché io odio la solitudine, quando sto da sola inizio a farmi un sacco di paranoie inutili, quindi dovrò uscire il più possibile. Inoltre, non so se capita ad altri di Voi, ma il secondo figlio lo vedo più come un cucciolino, mentre con Principessa ero pronta a mandarla all’asilo, anche se era più piccola di Principe ora. Come farò? Sono già due notti che sono agitata e dormo male, stando sveglia delle ore a pensare. Un po’ a scuola e asilo, e un po’ alle foto perse. Sono ancora più agitata perché non vorrei assolutamente passargli il mio malumore per la sua partenza verso un nuovo mondo ma, al contrario, vorrei che fosse felice e sereno. Ma soprattutto, vorrei che il nuovo asilo sia molto meglio di quello dove, povera, andava Principessa.

Altra novità di questi mesi, anche se recentissima, ho iniziato a fare workout a casa. Sono iscritta ad un gruppo sportivo su Facebook da più di un anno, ho sempre seguito ed anche un po’ invidiato tutte quelle che postavano foto di cambiamenti, magari passando da uno stato di sovrappeso ad avere più forma e tonicità di me. Io, che sarei medaglia olimpica del Divaning estremo se ci fosse la disciplina; io che non ho mai fatto esercizi fisici per più di tre o quattro giorni di fila; proprio io che sono magra di costituzione – anche troppo – e però ho i muscoli di un’ameba, ecco, io che faccio ben dieci giorni è già un successone. Il bello è che ho visto dei risultati dopo alcuni giorni, quindi mi sono gasata, e nonostante alcuni doloretti sto andando avanti. Tutto ciò porta benefici sotto diversi punti di vista, e mi piace.


Ma alla fine, questo post, che significato ha? In fondo nessuno in particolare, volevo solo farVi sapere che mi piacerebbe tornare a scrivere con regolarità. Addirittura avevo pensato di aprire un altro blog e dargli un taglio diverso, ma poi ho constatato che se non riuscivo a seguire questo in maniera costante, non sarei riuscita nemmeno con un altro. Perciò ho abbandonato subito l’idea balzana e ho pensato al post del primo aprile, dove ero veramente convinta di fare un ritorno, avevo anche preparato una sorta di calendario dove annotavo i post che avrei dovuto scrivere, cosa avrei dovuto fare e degli obiettivi da perseguire. Neanche a dirlo, in breve ho dovuto cercare casa e fare tutte quelle azioni che ne conseguono, è stato un travaglio più che un trasloco; mi sono dannata l’anima per fare le cose più improbabili e in tutto questo non ho sentito nemmeno un brava, complimenti. Ma ormai non importa, per ora ho solo una fissa: non sono pronta… Non sono pronta… Non sono pronta… Non sono pronta!

E Voi, cosa mi raccontate? Buon Settembre.

 

A presto, Francesca.

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