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Il sorriso di AstroSam – Foto Ansa

La notizia della dolce attesa di Samantha Cristoforetti è rimbalzata sulle testate nella giornata di ieri, ma io lo sapevo già da qualche giorno, quando mi ha telefonato per dirmelo non ci credevo. 

Magari!

Quanto mi piacerebbe averla come amica, quella grande donna, che ha fatto del suo sogno una tangibile realtà. Da piccolina voleva fare l’astronauta, tac, fatto. Vorrebbe andare sulla Luna, spero tanto ci riesca. 

Si è presentata al Forum Ambrosetti di Cernobbio con un accenno di pancia e una lunga sciarpa per cercare di nascondere la dolce rotondità, ma in un’intervista a Chi, ha dichiarato di aspettare un figlio.

Sapere che anche lei, grande donna che è stata duecento giorni nello spazio, sta vivendo un’esperienza come quella che ho potuto vivere io due volte mi fa sentire più vicina a lei, mi manca andare nello spazio e poi è fatta, sarò come lei. Sì certo, come no. Avevo parlato di lei in un post che mi è sempre stato particolarmente a cuore, dove raccontavo i momenti precedenti la sua missione nello spazio.

Sono sempre stata molto affezionata alla sua persona, ritengo che sia una donna di grande cervello, e questo mi affascina moltissimo; la trovo carina e graziosa anche se porta un taglio di capelli corto; nonostante faccia un lavoro che sembra per lo più maschile, riesce a cucirselo addosso che sembra nata per fare quello. Ha tante competenze, conosce moltissimo e quando spiega o racconta diventa un piacere ascoltarla, perché ti appassiona. Mi piacerebbe avere anche solo un quarto delle sue skills, che la rendono capace di farti sembrare facile anche il concetto più difficile. Ho sempre adorato il suo sorriso, precisamente non so perché ma quando la guardavo sorridere prima della partenza che l’ha portata nello spazio e anche dopo, mi rasserenava, dava felicità anche solo guardandola.

Ieri Amoremio mi ha portato uno speciale di un quotidiano con alcune pagine di un’intervista fatta ad AstroSam, dove un giornalista l’ha intervistata vis-à-vis. <<Lo conosci?>> ho chiesto, e lui dopo aver letto il nome mi ha risposto che conosce sì il giornalista, e gli ha subito telefonato per chiedergli qualche dettaglio sul come sia riuscito ad intervistarla. Io, contentissima, perché conosco una persona che conosce una persona che ha incontrato Samantha, mi sento più vicina a lei. Da qui a girare insieme con i figli, il passo è breve.

Ovviamente scherzo di nuovo. E torno a ripetere: magari, potessi fare la sua conoscenza. Ora come ora la metto tra le prime persone famose che vorrei conoscere. Non sono molte, e la maggior parte sono sportivi o gente ormai deceduta.

Quando anche lei, mi auguro il più tardi possibile, passerà a miglior vita verrà ricordata sui libri della storia. Prima donna italiana nello spazio, record europeo di permanenza consecutiva nello spazio, e poi scusate eppure mi preme sempre quel dato, quando ai test fu selezionata fra più di ottomilacinquecento persone, e ancora una lunga lista. Qui da noi invece, ai Festival, c’è ancora gente che probabilmente ha più scarpe che cervello, ragazzette che nonostante siano belle, riescono a far parlare di sé solo per cose più in basso del cervello. Ecco, non vorrei mai fare un paragone, mi sembra un insulto nei confronti della mia stimatissima Samantha, però è giusto farlo così, per farsi un’idea. Lei verrà ricordata per le sue imprese spaziali, una certa Giulia Nonloso verrà ricordata per la xxx praticamente esposta, addirittura senza essere rasata con cura. A parte la volgarità dell’abito, anche lo schifo dei dettagli. Ho detto tutto.

Sono felice per Samantha perché, anche se in queste ore si parla solo di ciò che contiene il suo grembo, si è presa quello che voleva dalla vita. Non si è fermata davanti a niente e nessuno, immagino abbia avuto le sue difficoltà, ma insomma, avrà tirato fuori le unghie e lottato per i suoi sogni affinché si realizzassero. Noi viviamo in Italia, lei cambia posti durante l’anno in base a quel che deve fare, per fortuna. Se dovesse rimanere sempre in Italia, dove lo stereotipo della mammina dolce e premurosa a casa a fare la calzetta è così ben presente – tanto da far indire una campagna orrenda e opinabile al ministro Lorenzin, che sembrava voler rimettere la donna a casa e l’uomo al lavoro – ecco, se dovesse restare magari succederebbe questo: sei in gravidanza per cui già ti guardano come un’appestata, sicuramente non potrai fare quello che facevi prima quindi ti toglieranno mansioni, figuriamoci dopo il parto, quando avrai diritto a del tempo da passare con tuo figlio, quel periodo unico che non tornerà mai più nella vita, uff c’è la maternità, poi il figlio cresce e la mamma rientra al lavoro, ma poi si ammala, gli viene la febbre di notte, deve accudirlo, insomma ridatemi un astronauta uomo ché tanto è risaputo che ai figli ci badano le mamme. Questo un po’ quel che succede se lavori in un’azienda in Italia. Per fortuna questo, a Samantha, non succederà. Credo inoltre che, se qualora volesse ritirarsi dalla sua carriera per fare la mamma, sarebbe solo ed unicamente una sua scelta, spinta da volontà propria, e non perché ha firmato una lettera in bianco o perché subisce mobbing da parte del capo. In qualità di persona che la conosce per due persone interposte, mi sento di dire che avrà grandi gioie dalla maternità ma continuerà ad inseguire i suoi sogni.

“Ehi Sam, quando hai bisogno di qualche consiglio per l’argomento mamma-bambini, chiedi pure. Ricordati di mettere il like alla mia pagina Facebook e seguire il mio blog.” 

Magari!

“Dimenticavo… Tanti auguri Samantha. Sarai una Mamma Spaziale.”

A presto, Francesca

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