Cosa Ne Penso Dell’Educazione Dei Figli

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Educare i figli è difficilissimo, a tratti impossibile. Punto, fine del post.

Se proprio volessi essere concisa, avrei già finito lo svolgimento del tema “educazione”, anche se l’argomento è molto vasto e presenta mille sfaccettature. Voglio invece spendere due parole, inizio col dire che sull’educazione dei nostri figli si dice e si legge tutto e il contrario di tutto, perciò già un genitore parte male: come fa, sbaglia. È necessario aggiungere che il nostro operato sarà costellato di pareri non richiesti, consigli ricevuti da la qualunque, dalla vicina di casa alla cassiera del supermercato, passando per il vecchietto in coda allo sportello postale: ognuno ha da dire la sua, sul perché e sul percome tuo figlio in quel momento sta facendo un capriccio, perché ha le gote rosa oppure ti spiegano perché non dorme la notte, dicendoti pure come rimediare. Posto che solo noi conosciamo i nostri figli, posso tollerare la frase di circostanza che magari in certi luoghi le persone – soprattutto anziane – ti buttano là così, tanto per dire qualcosa, come parlare del tempo. Io a quello rispondo con un sorriso cordiale, senza dare corda e finisce lì; ricordate, mai rispondere verbalmente oppure sarà la fine. Non venitemi però a dire come devo educare i miei figli, quello no. Dovrebbe essere semplice: chi vuole dare un consiglio deve prima farsi questa domanda “mi è stato chiesto?” Se la risposta è sì, procedere con l’esposizione del proprio pensiero, se la risposta è no, annullare tutto e parlare delle mezze stagioni che non ci sono più, molto meglio.

Ho scritto un post sul discorso del buon esempio, parlando dei figli che si comportano come i genitori: lo ritengo valido come ragionamento ma fino ad un certo punto, attualmente sottoscrivo il post in tutte le sue parti. È passato un anno e mezzo da quando l’ho scritto, ma vedo che stare composti a tavola per i miei figli resta, a volte, un optional. Eppure io mi siedo composta, certo non sono da galateo tutta rigida e formale, mi siedo normalmente e composta, eppure niente, il messaggio non arriva: chi si siede con mezzo sedere sulla sedia e mezzo giù, chi scende durante il pasto manco stesse colorando un album invece di pranzare, ancora abbiamo chi mangia indietro dal tavolo sbriciolando ovunque e sporcandosi i vestiti, poi c’è chi urla, si picchia. A volte glielo dico <<sembrate i figli di nessuno!>> e dentro di me penso, sconsolata “tutto questo tempo a dire di stare composti, mangiare bene, non sbattere la bocca, che a tavola non si fanno rumori che possano molestare gli altri commensali; tanto tempo per educarli e poi questo è il risultato”. Abbiamo un merito da assegnare: ebbene sì, i miei figli chiedono sempre se possono scendere da tavola. Inoltre, dopo che ogni volta ripeto le stesse cose, si raggiunge una sorta di normalità a tavola. Il discorso “figli di nessuno” posso applicarlo in molti altri comportamenti, per i quali mi domando sempre perché io mi comporto in un certo modo e i miei figli non se lo fanno loro, questo atteggiamento. La mia speranza è pensare che ora sono piccoli, ma crescendo avranno acquisito in totale naturalezza le buone maniere, per applicarle.

Mi ritengo un po’ una talebana dell’educazione, nel senso che non sono molto transigente su diversi aspetti della sfera educativa. Non sono però quella che va in giro a dire che il mio modo di fare è quello giusto, anzi, tutt’altro. Sono sicura che sbaglio qualcosa, ma ritengo di fare del mio meglio, inoltre mi auguro che i miei figli un domani possano vantare un’educazione a trecentosessanta gradi, per risultare persone gradevoli agli altri, ma in primo luogo per essere in pace con se stessi, perché “l’educazione è il grande motore per lo sviluppo personale” (cit. Mandela)
Non posso tollerare, ad esempio, che i miei figli corrano per il ristorante, urtando i camerieri e disturbando gli altri clienti; infatti stanno a tavola con noi, portiamo sempre qualche giochino da fare, ma li inventiamo anche al momento.
Non mi piace che mentre mangino giochino col cibo, né lo buttino ovunque, a tavola non si gioca ma si mangia.
Non tollero vestiti abbandonati per terra, giochi infilati in ogni anfratto, per questo tutti i giorni c’è il momento del riordino, dove tutti insieme si rimette a posto. Poi c’è la parte dove insegno che si rispettano gli altri, la natura e gli animali, non si sporca per terra né si rompono gli oggetti di uso comune… Insomma, tutte queste pratiche che io considero normali, ma non per tutti è così.

Mi capita spesso di vedere genitori lamentarsi dei figli che non ascoltano, che fanno quello che vogliono e mi veicolano il messaggio che sia “colpa” dei bambini, in quanto scalmanati, monelli, disubbidienti. Qui vorrei spezzare una lancia a favore di quei bambini, perché  secondo il mio modesto parere, l’educazione da parte dei genitori è stata lasciata al caso. Tante mamme portano i figli al parchetto e li mollano incustoditi, nel senso che sono lì ma chiacchierano o si fanno gli affari loro senza mai controllare che il figlio si comporti bene. Le marachelle le fanno tutti, ma se il genitore ride di quest’ultime, il figlio non imparerà che “questa cosa non si fa” ma al contrario si sentirà spalleggiato dai genitori a fare sciocchezze, che in età avanzata potrebbero, magari, tradursi in “bullate”, anche gravi. Poi ci sono le mamme che proprio per nessun motivo, nemmeno sotto tortura, riescono a dire di no. E come pensi che cresca tuo figlio, se non ha mai ricevuto un no? Secondo me, male. Perché nella vita non si può avere tutto, non si può far tutto, i genitori non sono gli amici del bar, ma i tutori che insegnano cosa è giusto e cosa è sbagliato, i guardiani che mettono i paletti per far capire fin dove ci si può spingere. Per questo servono anche i no, altrimenti non lamentatevi di avere figli viziati.

Sono sicura che esistano anche bimbi seguitissimi ma che proprio hanno l’anarchia dentro, se ne fregano delle regole e dell’educazione, però quei genitori possono dire di averci provato. Io sono proprio contro quei genitori che fanno i figli e poi se ne fregano, lasciando che sia solo la scuola a occuparsi della loro formazione. Mi fanno venire ancor di più la rabbia quei genitori che invitano i figli a comportarsi da maleducati, li tirano su incivili, si vantano delle azioni bulle che fanno, li rendono cattivi. Ecco, io a genitori così… No, non lo dico cosa farei, ma mi auguro solo che i miei figli non debbano incontrare gente così, perché sono la rovina della società.

L’educazione è importante, educhiAMO!

*Questo post partecipa al tema del mese di Aprile delle StorMoms*

Francesca.

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Liebster Award

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Buongiorno a tutti e buon Lunedì!

Quasi due settimane fa sono stata insignita di un gradito premio: il Liebster Award! Ne ho già ricevuti alcuni di questi riconoscimenti, ma ogni volta ne sono sempre onorata. Questa volta devo ringraziare Miriam, la blogger che cura Mammalupo, per aver pensato a me e avermi nominata.

Ecco le regole per partecipare:

1)Pubblicare il logo del LIEBSTER AWARD nel proprio blog.
2)Ringraziare il Blogger che ti ha nominato e seguirlo.
3)Rispondere alle sue 11 domande.
4)Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 followers.
5)Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati.
6)Ed infine informare i tuoi blogger della nomination.

Solitamente sono sempre stata ligia alle disposizioni per partecipare, questa volta farò un’eccezione perché, purtroppo, ho davvero pochissimo tempo per leggere gli altri blog, quindi non saprei nemmeno chi nominare. Spero vogliate scusarmi.


Ecco le mie risposte, alle undici domande di Mammalupo.

1) Descrivi con una parola la tua vita da mamma e perché.
Fantastica. Da quando sono mamma, lo è ancora di più. La mia vita non è fantastica ogni giorno, 24h, ma il mio bello è che la vedo fantastica. Ho ovviamente i momenti no, quelli tristi e di sconforto, ho i momenti di sclero verso i miei cuccioli e non solo; eppure rimango sempre positiva e voglio godermi la vita e quello che mi offre.

2) Come immaginavi la tua vita da mamma?
Sono diventata mamma molto giovane, a 21 anni ero incinta e a 22 ho partorito per la prima volta. Non sono mai stata la classica bambina che pensava alla me grande, con l’abito bianco percorrere la navata della chiesa, per sposarsi e poi mettere su famiglia. Per cui non mi sono mai immaginata mamma. Ho una fortuna: non ho deluso le mie aspettative.

3) Perché un blog e perché questo nome?
Ho aperto un blog perché ho iniziato a leggerne alcuni e ho avuto voglia di dire la mia. Volevo parlare di maternità, bimbi e correlati, ma anche raccontare quello che mi passa per la testa e offrire il mio punto di vista. Il nome, come ho scritto nel blog dove parlo di questo, deriva da un enorme sforzo di fantasia che ho compiuto: mamma Francesca = momfrancesca, that’s it!

4) Quali sono le tue passioni?
Premetto di essere una persona incostante, ad oggi non ho trovato ancora nulla che mi appassioni tanto da farmi dire <<sì quella è la mia passione>>. Mi vedo un po’ come una persona curiosa che si interessa di questo e quell’altro, senza mai farne una vera e propria passione.

5) Avete dei soprannomi fra voi in casa?
Chiamo i miei figli con altri nomi di persona, soprattutto Principe lo chiamo con un altro nome da sempre, tanto che alcuni amici lo chiamano in quel modo. Spero solo di non creargli crisi d’identità! Mia figlia l’ho chiamata nei modi più disparati: cupcake, pasticcino, bella de mamma, titti, e chissà quanti altri che ora mi sfuggono; poi i classici amore, tesoro o simili. Io sono, guarda caso, LA mamma.

6) Ti piacciono gli oggetti artigianali ed handmade?
Sì mi piacciono, se rientrano nei miei gusti personali, ovviamente. Però sono abbastanza imbranata nel crearli.

7) Avete animali in casa? Se sì come è il rapporto con i vostri figli?
Non sono molto da animali in casa, anche se mi piacerebbe un cane per i bimbi, ma non lo vorrei: lo ritengo davvero impegnativo. Abbiamo da sempre pesci rossi, e da poco vive con noi Sole, una simpatica cocorita. I miei figli si scordano del pesce rosso ma adorano prendersi cura della pappagallina.

8) Che lavoro fai?
La mamma, fulltime. Il lavoro più complicato del mondo, ma al tempo stesso il più gratificante.

9) Quali sono i tuoi film e libri preferiti?
I miei film preferiti sono le commedie, specie quelle proprio idiote sciocchine americane. Ho spesso bisogno di leggerezza, per questo mi piacciono. Sui libri non ho i preferiti: spazio fra diversi generi, e me ne sono piaciuti tanti nel corso degli anni. L’ultimo che ho letto mi ha rapita particolarmente: è un fantasy di una brava blogger che ha deciso di realizzare il suo sogno, scrivendo “Il mondo che non vedi”, fantastico primo libro di una saga.

10) Cosa volevi fare da bambina?
La maestra, la parrucchiera, la pensionata, la segretaria, la camionista, il militare. Tutti reali, mi ricordo ancora cosa pensavo quando avevo in mente ognuna di queste professioni, e scritti in ordine di tempo. Camionista e militare sono venuti quando ero una ragazzina.

11) Ti piace vivere dove sei o vorresti trasferirti in un altro paese?
Diciamo che ho “problemi grassi”: vivo in un posto carinissimo, ma tenuto po’ male; per questo mi lamento, dicendo che qui è brutto. Quando mi sposto e mi capita di vedere cose orrende, paesi e città brutti per davvero, allora capisco che sì, mi piace vivere dove sono.


Invito chiunque abbia voglia di partecipare, sentiteVi liberi di rispondere alle domande, sarò curiosa e felice di leggere le Vostre risposte.

 

Francesca.

Messaggio D’Amore

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Il papà dei miei figli non è certo il tipo di uomo carino e coccoloso che sognavo a 17 anni, quello che ogni tanto vorrei avere anche ora, che di anni ne ho 28. È più di grande di me, decisamente più grande, ed è una persona che non si perde tanto in smancerie, è concreto. Certamente un po’ mi dispiace, ma ha un’infinità di altri lati positivi che gli permettono di farsi perdonare questa mancanza; inoltre, non tutti adorano le coccole e immagino non sia l’unico uomo al mondo a cui non piacciono.

Amoremio non è proprio un orso al 100%, ci sono delle occasioni in cui esce il suo lato più sdolcinato, che Vi assicuro esserci, nascosto da qualche parte e tenuto a freno. In occasione della nascita di entrambi i nostri figli, mi mandò messaggi tenerissimi, per farmi sentire una donna importante e per apprezzarmi in tutto quello che avevo fatto. Spiegavo che il parto è un evento naturale, che di mio ci avevo messo ben poco; che il cesareo è un’operazione chirurgica e non avevo fatto granché; eppure nulla lo fece desistere. Ci sono dei giorni, lontani da feste e ricorrenze, nei quali mi manda e-mail o messaggi d’amore; così, all’improvviso. Ci siamo assestati come coppia in questo modo, senza badare troppo agli anniversari né Natale e feste varie, ci ricordiamo l’amore reciproco quando vogliamo e sinceramente, senza bisogno che sia ad esempio San Valentino, giorno in cui non sentiamo la necessità di fare niente di particolare.

Poi ci sono i figli, i nostri due bambini che ogni giorno mi mettono di fronte a una prova diversa, che crescono e mi diventano emancipati sempre più; anche se stanno crescendo sono comunque due piccoli esseri umani che come tali hanno bisogno di insegnamenti e paletti. Sentono ancora la necessità di essere guidati, hanno bisogno di trovare il faro nella notte e di sapere che il porto sicuro è sempre lì, nello stesso posto, fra le braccia di Mamma. Ogni giorno proviamo ad inventarci qualcosa di diverso, mi impegno veramente per cercare di dar loro stimoli variegati, che li possano preparare al mondo del domani, che sicuramente sarà meno roseo di quello attuale.

Cerco di fargli vivere esperienze diverse,li porto alle feste e al parco giochi, andiamo ai grandi parchi tematici e passeggiamo sotto casa. Li faccio incontrare con altri bambini per socializzare e li lascio in giardino per ore a giocare da soli; mi siedo per costruire fatine e mostri con i cartoncini e accendo la televisione per fargli vedere i cartoni animati. Gli insegno l’inglese, propongo TV e libri in lingua straniera e cerco sempre di renderli curiosi di scoprire come si chiama qualcosa in italiano, di cui anche io ignoro il nome. Conoscete le primule? Ne ho il giardino pieno. Conoscete le primule odorose? Bene, le ho in giardino anche quelle, ma fino a qualche giorno fa ne ignoravo esistenza e nome. Ecco a cosa servono i bambini: a farti regalare un fiore, farti porre la domanda <<come si chiama?>>, alla quale rispondere <<non lo so. Dai, cerchiamolo su internet>>, scoprendo il nome nuovo.

Allo stesso tempo, sono perfettamente a conoscenza che per i bambini è sbagliato avere programmata tutta la giornata, quindi non mi vergogno a dire che a volte se ne stanno stravaccati sul divano, senza fare niente, guardando magari il soffitto o abbracciati a un giocattolo. Accade questo a Principe quando è in un momento di stanchezza, quindi si riposa ricaricando le pile; oppure quando Principessa si annoia, se ne sta lì, magari lamentandosi. Io non le dico niente, la lascio annoiare e quando ne ha abbastanza, mette in moto la fantasia e si inventa qualcosa da fare.

Ho approfondito la parte del messaggio relativa ai bambini perché sono state le parole che mi hanno colpita e allo stesso tempo soddisfatta di più: con tutto quello che faccio per i miei adorati bimbi, ecco una bella e sincera frase di riconoscimento, che non guasta mai. Il mio riconoscimento più grande però, sarà vedere loro due, adulti e realizzati, appagati dalla vita che condurranno, un pochino anche grazie a me.

E a Voi, quali messaggi d’Amore improvvisi arrivano? O quali mandate? Ora sono molto curiosa, postateli oppure raccontatemeli.

 

Francesca.

La Mamma: È Sempre La Più Importante?

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– Post ad alto tasso di auto crogiolamento –

In un tranquillo pomeriggio primaverile, passato a casa con i bambini, ce ne stiamo in giardino. Io sto facendomi gli affari miei, con lo smartphone; loro vagano sul prato correndo e giocando a non so esattamente cosa. Ad un tratto arriva Principessa, trafelata, con in mano un enorme mazzo di margherite <<tieni mamma, sono per te>>, dice porgendomi entusiasta i fiorellini. <<Grazie amore, ora li metto nell’acqua>> e mentre corre via mi urla che mi porterà anche i fiori per papà. Di lì a pochi minuti fa ritorno, in mano stringe il nuovo mazzo e me lo tende. Entrando in casa metto anche questi nell’acqua, ovviamente in due vasi separati. Poi li guardo e mi accorgo di una cosa: un mazzo è più grande dell’altro, e quello con più fiori è il mio. Per la mamma.

Si dice sempre che “la mamma è sempre la mamma”, mi auguro – egoisticamente – che per i miei figli sia proprio così. Come sapete, faccio la mamma a tempo pieno, per questo sono praticamente sempre con loro, quindi dovrebbe venire da sé questa preferenza, anche se non è corretto usare questo termine. Eppure, quando stanno con il papà anche solo per mezz’ora a giocare o fare un disegno, vengono a raccontarmi del tempo passato insieme come se stessero parlando di un mito, una figura unica e perfetta che li ha fatti divertire moltissimo.

Bene, cari bambini miei: io mi alzo al mattino e vi preparo la colazione, vi vesto e vi accompagno fuori, lascio una di voi all’asilo e l’altro sta con me tutto il giorno, vi nutro e penso a voi e ai vostri bisogni sempre, gioco con voi oppure mi invento qualcosa per farvi divertire; penso alle vostre uscite di svago, che siano in parco giochi oppure qualcosa di più. Vi faccio il bagno, vi preparo la cena – anche se talvolta il pasto è quello che è – e poi vi metto i pigiamini, vi lavo i denti, vi faccio le carezze e vi do la buonanotte nei vostri letti. Inoltre, mi assicuro che siate sempre vestiti adeguatamente, che non prendiate freddo in inverno né troppo sole d’estate. Porto sempre con me una miriade di oggetti più o meno utili, in base al periodo stagionale, la crema del sole o il burro cacao, l’ombrello o la bottiglia dell’acqua, il cappellino oppure il golfino.

Quando non siete con me penso sempre a voi, se vi fate male in maniera importante soffro per voi; vi aiuto se avete bisogno qualcosa e cerco di coinvolgervi in quel che faccio. Vi porto dal pediatra quando siete ammalati, se occorre mi alzo la notte per darvi l’antibiotico o assicurarmi che vada tutto bene. Mi alzo la notte anche per altri motivi: quando avete sete, dovete fare la pipì, quando fate un brutto sogno oppure avete male; è successo di alzarmi e cambiare le lenzuola ma anche di dare un abbraccio. Quando siete a tavola vi ricordo di stare composti, cercando di insegnarvi le buone maniere; quando litigate mi assicuro che nessuno si faccia male. Se qualcosa si rompe, io lo aggiusto; quando chiedete qualcosa cerco di farvelo avere. Vi lascio tanto tempo per giocare come volete, inventare storie ed essere il vostro personaggio preferito. Vi accompagno a destra e a manca, vi insegno l’inglese, vi faccio fare le schede didattiche.

Scommetto di aver dimenticato tanto, di quel che faccio con e per voi!

In tutto questo il papà lavora, sta fuori casa dodici o tredici ore per cinque giorni la settimana: va da sé che la gestione dei bambini tocchi a me. Non scrivo tutto questo per farmi dire “ooh che brava mamma” né per fare la gara con altre mamme. Neanche con i papà la voglio fare la gara. Voglio solo dirmi, da sola e felicemente, che sì, mi merito il mazzo di fiori più grande.

 

A presto, Francesca.

Buon Pesce D’Aprile

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Non ditemi che ci avete creduto, vero?
Stavo scherzando: PESCE D’APRILE!

Il blog Momfrancesca non chiuderà i battenti, al contrario! Nei miei progetti più imminenti c’è anche quello di ripartire a postare con regolarità. Si aprono le scommesse, perché stamattina nel mio post da burlona quale mi piace essere parlavo di costanza. Sì, certo, costanza, chi la conosce? Io no, non siamo mai state amiche per lunghi periodi. Se mi chiedete per quanti mesi sono stata lontana dal blog, non lo so nemmeno con esattezza. Ho scritto pochissimo, soprattutto post per le StorMoms, proprio ispirata dal tema del mese e solo perché avevo trovato del tempo da dedicare.

Sempre stamattina parlavo delle motivazioni che mi hanno allontanata da questo mondo, mi sembra giusto – soprattutto dopo il mio Pesce d’Aprile – spiegarle a chi mi segue sempre con affetto. Non voglio accusare nessuno, non voglio fare polemiche né farmi dire <<hai ragione/hai fatto bene/hai fatto male>>. Il mio ultimo periodo di pubblicazione assidua sul blog risale al Compleblog, stiamo parlando di agosto 2015; in quell’occasione ho conosciuto meglio tante di Voi e scoperto nuove blogger, con molto piacere. Successivamente, per nessun motivo in particolare, non avevo più molta ispirazione e come sapete ho sempre scritto solo se realmente avevo qualcosa da dire, non tanto per buttare giù un post. Di conseguenza il numero di post è calato nettamente, fino a quando sono arrivati mesi senza che pubblicassi nulla. Sono rimasta sui social, Facebook in particolare, questo mi ha permesso di rimanere piacevolmente in contatto con Voi.

Cercherò di farla breve: è successo che ho partecipato ad una rubrica, ospitata su un altro blog; ho fatto il reblog e ad un certo punto il link è diventato non funzionante perché è stata cambiata la data di pubblicazione. Ognuno in casa propria è libero di fare quel che vuole, ci mancherebbe; però ho voluto saperne di più, ho chiesto spiegazioni, che non sono arrivate. Al contrario, era comparso un post su di me, senza riferimento diretto, sotto il quale avevo letto diversi commenti poco carini nei miei confronti, anche se i commentatori non sapevano a chi si riferisse lo scritto. In poche ore, chi l’ha scritto ha deciso di sua spontanea volontà di rimuovere il post. Finalmente, a gennaio, su mia richiesta, sono riuscita ad avere la mia risposta. Questo il motivo principale che mi ha allontanata dal blog: ci sono rimasta male.

Ci sono inoltre le cause di contorno, una di queste sono i gruppi di mamme, e ho detto tutto. Per l’amor del cielo, lo diciamo tutte in ogni dove, eppure c’è ancora pieno di mamme che fanno la guerra ad altre mamme. Ho scoperto un livello di pochismo personale che mi ha lasciata basita, e annoiata devo dire. Quando capitavo sotto a dei post che parlavano di mamme, vaccini, svezzamento e argomenti simili, mi cascavano le braccia a leggere i commenti; moltissimi dei quali scritti in un italiano terribile. Inoltre, non lo nego, non sentivo più la voglia di scrivere: per evitare di risultare falsa ho lasciato perdere, fino a qualche giorno fa.

Ho aperto l’account Instagram, mi piace metterci immagini personali, frasi pensate da me ma che possono accomunare; lungi da me fare la mamma Instagrammer: non ce la potrei fare, non ne sarei all’altezza. Sinceramente non ho nemmeno ben capito come si usa, però è divertente. Continuo anche ad usare Facebook: ovviamente, per mia salvezza mentale, ho smesso di leggere certi post dove si scatenano le ostilità, mi sono tolta dai peggiori gruppi di mamme e mi concentro solo sul bello: Voi!


Ho letto i Vostri bellissimi messaggi e commenti in riferimento al mio ultimo post: lo sapevo, siete fantastici! Alcuni avevano capito che il post era una burla, bravi. Non prendetevela a male, spero nessuno si risenta del fatto che ho voluto fare questo piccolo scherzetto, un Pesce d’Aprile! Vi ringrazio doppiamente, ma davvero di cuore, e non lo dico tanto per scrivere qualcosa ma perché lo penso veramente: sapere che persone che non mi conoscono di persona mi dimostrino affetto, anche solo tramite uno schermo, mi fa immensamente piacere. Grazie l’ho già detto? G R A Z I E !

Mi siete sinceramente mancati, Voi e il blog. Quindi, siete pronti a seguirmi di nuovo?

 

Vi abbraccio affettuosamente tutti quanti, Francesca.

Momfrancesca Chiude I Battenti

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Cari amici,
buongiorno e buon primo Aprile.

Mi avete seguita per molti mesi, ormai il mio blog è aperto da un anno e mezzo, quasi due. Conta più di duecento post, le visite ci sono state ma non a livello di un blog professionale; ho sempre avuto tantissima interazione e per questo non smetterò mai di ringraziarVi. Siete stati il motore del mio blog, la ragione per la quale ho sempre pubblicato, un post dietro l’altro; avete rappresentato il motivo che mi spingeva a dire la mia, sapendo che poco dopo avrei avuto dei commenti ai quali rispondere. Ho sempre apprezzato questa parte perché adoro confrontarmi, civilmente. Per fortuna il mio spazio virtuale è stato visitato ogni volta da persone cordiali, che hanno espresso i loro pensieri senza insultare né attaccare me o terzi.

Ma è tempo di dire addio.

Ho detto arrivederci mesi fa, anzi non l’ho scritto ma mi sono assentata senza un vero e preciso motivo. A dire il vero di ragioni ne ho diverse, avevo detto che ne avrei parlato, e invece ho cambiato idea. In questa giornata ho preso altre decisioni, ho pensato che tenere aperto un blog dove non posto con regolarità non abbia più senso, per me. Ho riflettuto, per diverso tempo: la costanza già mi è mancata nei mesi scorsi, nonostante abbia portato avanti per un anno e mezzo un bellissimo progetto, stupendomi da sola. Tendenzialmente, avrò ancora meno costanza nel seguire Momfrancesca, inoltre sta arrivando la bella stagione e passerò più tempo all’aria aperta insieme ai miei bimbi.

Mi troverete sui social, non disperate. Vi devo un immenso GRAZIE per la Vostra presenza qui sul mio diario personale, che oggi vede il suo ultimo post.

 

Con affetto,
Francesca.

 

Buona Pasqua, Cioccolatosa

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Buongiorno.

Ben tornati all’ora legale, quella fantastica invenzione che ci fa dormire un’ora in meno. Come sapete, cerco sempre il lato positivo, quindi io la vedo così: quando ritornerà l’ora solare, dormiremo un’ora in più.

Oggi è una giornata di festa, i miei due bimbi hanno già collezionato talmente tante uova, ovetti, dolcini vari che li vedo già col diabete; loro che mangiano già molto cioccolato. Oggi riceveranno sicuramente altre uova, e via sulla strada della salute.

Ora mi alzo e improvviserò una Caccia alle Uova, ho preso qualche giorno fa il kit della Kinder, trovato al supermercato, l’ho ritenuto davvero carinissimo. Cosa nasconderò? Cioccolatini, ovviamente. E Voi, l’avete organizzata la caccia?

Pasqua è proprio quell’evento dove compriamo le uova di cioccolato per i bambini. Sì sì. Per i bambini. Ne siamo proprio sicuri? Qui a casa Momfrancesca, la cioccolatara per eccellenza, è proprio la mamma! Come va da Voi?

Passate una splendida giornata, buona Pasqua e felice Pasquetta.

Ecco i miei auguri dello scorso anno, scritti in tutte le lingue.

 

Francesca.

Anche L’Italiano…

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Si dice sempre che “La matematica non è un’opinione”, quanto è vero. Eppure, come due più due farà sempre quattro, anche perché si scrive con l’accento acuto; per abbreviare la parola poco in po’ serve l’apostrofo e nessun accento; per dire parlare a lui si usa gli parlo, non li parlo; parlare a lei diventa le parlo.

Momfrancesca non si distingue certo per l’eccellenza dello stile di scrittura, né ha conquistato editori che la pregassero di scrivere un libro. Tantomeno, il mio blog vuole essere un dispensatore di consigli non richiesti. Nonostante ultimamente io non abbia quasi più scritto, il mio diario personale conta più di duecento articoli, nei quali ho messo tutta me stessa per scrivere in italiano corretto grammaticalmente.

Avrò fatto degli errori? Sicuramente. A volte, rileggendo vecchi post, ho trovato dei refusi, dannandomi per non aver riletto accuratamente. Anche quando sapevo che il pezzo era stato letto una decina di volte. Farò ancora degli errori? Ne sono sicura.

Qui non si parla di refusi o errori di distrazione ché, si sa, noi mamme talvolta ritagliamo lo spazio per scrivere sul blog nella notte, quando siamo davvero stanche. Si tratta di ignoranza: purtroppo leggo diversi blog curati benissimo nella grafica, foto stupende, tanti post ma poi si leggono certi errori, ricorrenti in ogni post. Ignorare le regole grammaticali di base, nel 2016, fa sembrare di essere in un periodo di analfabetismo 2.0 e non può certo essere una bella notizia.

Poco tempo fa, la mia amica Sabina del blog The Swinging Mom, ha scritto questo post dove racconta la sua su Blog e Collaborazioni: leggetelo se avete un blog e siete interessati a instaurare collaborazioni con le aziende. Vi riporto questo passaggio, inerente al mio post:

I vostri contenuti hanno un buon impatto? Sono scritti anche a livello grammaticale e sintattico in modo, se non impeccabile, almeno decente? Non voglio fare la nazi grammar, ma davvero alcuni blog sono illeggibili! Fare un corso di scrittura e soprattutto leggere di più offline è un ottimo modo per esercitarsi.

Oltre a seguire il consiglio di Sabina, cioè leggere di più – cosa che ho fatto tantissimo da piccola ed è vero, insegna molto – potete anche fare una bella ricerca su Google, scrivendo, ad esempio, “infografica regole di grammatica”: Vi si aprirà un mondo.

 

Francesca.

Momfrancesca Su Instagram

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Buongiorno a tutti.

Manco da tempo, lo so, e lo sapete anche Voi. Perché? Ci sono delle motivazioni ben precise, legate a persone e social. Se avrete pazienza, più avanti Vi spiegherò tutto. E magari ripartirò con il blog, come è nei miei desideri.

Nel frattempo, volevo comunicarVi che, anche Momfrancesca, ha un account IG. Il nome, indovinate un po’, è proprio Momfrancesca. Quindi non Vi resta che seguirmi anche là.

Vi lascio un’immagine, postata stamattina, augurandoVi buona continuazione in questa splendida Primavera. La mia stagione preferita.

  

Francesca.

#unopiuunofaduemila

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Gennaio

Uno più uno fa duemila. No, non sto dando i numeri… Ma di cosa sto parlando? Di figli, ovviamente.

Il tema del mese di Gennaio delle StorMoms è proprio questo: è stato scelto da Cristina del blog Ominouovo, lei che il secondo bebè, la seconda nel suo caso, l’ha avuto davvero da poco. Già si è resa conto, probabilmente intuiva da prima, che con uno è difficile, ma con due inizia ad essere una allegra baraonda. Non voglio nemmeno immaginare chi di figli ne ha tre, quattro, cinque. Sì, avete capito bene, amiche blogger hanno scritto su questo tema, e sono mamme di cotanti bimbi.

Io non ce la farei, giuro. O forse ce la farei, come alla fine ce la fanno tutte, solo che proprio non ci voglio nemmeno pensare, i miei due bimbi mi danno già un bel da fare. Come Vi ho raccontato nel corso dei mesi, i miei adorabili nani non vanno molto d’accordo: lei ha 5 anni e lui tra due mesi compirà 3 anni. Insomma, te li raccomando. Entrambi con un caratterino particolare, quasi simili ma talvolta opposti, mi fanno dannare delle volte. Eppure, ci sono giorni che sono docili come cagnolini ammaestrati, e dirò di più: nel periodo delle vacanze natalizie hanno scoperto quanto sia bello giocare insieme ricreando situazioni reali, non mi sembrava vero.

Manco a dirlo, con l’inizio del nuovo anno e dell’asilo per Principessa, siamo tornati praticamente punto e a capo. Ma io non dispero, non sono una di quelle mamme che a sera si butta disperata a letto, frustrata perché la casa è un’esplosione di colori – data dal disordine, non c’entrano i pittori – e amareggiata perché i suoi figli non vanno d’accordo. Come faccio? Me ne frego! Mi convinco che, se la giornata appena terminata è stata una schifezza, domani quasi sicuramente andrà meglio; se hanno litigato fino al momento prima di addormentarsi non è un dramma, domani con più calma proveremo a spiegarci meglio per capire le nostre necessità e tentare di integrarle con quelle degli altri.

Quando avevo solo Principessa sembrava tutto più facile, è vero, non potrei negarlo. Lei era da sola, è stata sola fino a 2 anni e 5 mesi. La vita trascorreva tranquilla, non c’era nessun asilo che imponeva orari, i giochi in casa erano tutti suoi, anche oggetti miei oppure lo smartphone era suo, e cosa importante le attenzioni dei genitori e parentado vario erano tutte per lei. Ora c’è da dividere lo spazio per due, i giocattoli pure, e anche l’affetto e il tempo. Loro devono dividere tutto quanto, la grande ha dovuto fare spazio, il piccolo se lo deve prendere, lo spazio. Insomma, due piccole persone, con i loro caratteri e le loro esigenze, talvolta uguali ma altre volte diverse, si fanno sentire come è giusto che sia.

Nella maggior parte delle giornate riesco ad arrivare a sera senza uccidere nessuno, senza danni né feriti. Altre sere invece, l’unica cosa che vorrei fare è schiacciare il tasto off dei bambini. Ah già, non lo hanno, accidenti! Uno più uno fa duemila perché continuano a chiamare Mamma per qualsiasi cosa. Vero è che, quando saranno grandi e sarò una scocciatura per loro, mi mancheranno le loro vocine, ma questo non giustifica il numero di volte. Uno più uno fa duemila perché quando un gioco tra loro parte male, è la fine. Io sto cucinando e i due, nell’altra stanza, se le danno di santa ragione. Quindi mamma smetti, vai da loro, cerca di capire cosa succede, mantieni un certo distacco stile vigilessa, non dare ragione a nessuno e cerca di fare da paciere. Uno più uno fa duemila perché gestire due piccoli umani con le loro richieste ed esigenze, senza perdere il controllo e la pazienza, richiede grandi doti, che a volte vengono meno.

Obiettivamente, i miei bimbi non sono particolarmente scatenati o aggressivi, perciò non mi posso lamentare in maniera eccessiva. Sono comunque buoni, tranquilli, hanno alcuni momenti in cui si abbracciano e addirittura, con grande slancio, si dicono <<ti voglio bene>>. Certo è che la differenza tra un figlio e due si sente, non raccontiamoci bugie. Ma è davvero bello, in fondo credo che non avremmo potuto fare regalo migliore alla nostra Principessa, donandole Principe.

Confido in un futuro, non troppo lontano, per rimettere a posto i conti: uno più uno dovrà fare due!


 

Questo post partecipa al tema del mese di Gennaio delle StorMoms.

Chi sono le StorMoms? Siamo un gruppo di mamme che una volta al mese si confrontano su un tema diverso, liberamente. Perché il bello dell’essere tutte diverse è che ognuna è unica e che lo scambio di idee è solo ricchezza. Se siete curiosi di conoscere le StorMoms e il loro Uragano di idee visitate la nostra pagina Facebook (piacciatela e spuntate gli aggiornamenti, mi raccomando!) e dite la vostra!

Volete partecipare? Semplicissimo: scrivete un post sul tema del mese “Vita da bismamma, cosa cambia con più di un figlio”, utilizzate l’immagine mensile delle StorMoms e linkate la pagina Facebook dell’iniziativa. Per il mese di gennaio, utilizzate gli hashtag #StorMoms e #unopiuunofaduemila.

Francesca.