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Sin da piccina ho divorato quantità industriali di dolciumi vari quali cioccolato, biscotti, merendine, gelati, patatine&co., caramelle gommose, LA crema spalmabile alla nocciola – non voglio fare nomi, ma lei è unica – ed altre schifezze. Ma ne mangiavo proprio tante.
Per mia fortuna e per mia salute, Madre Natura ha deciso di crearmi a costituzione magra, e nonostante tutto quel junk food ingurgitato non mi sono trasformata in una taglia extra-large con abbonamento all’ospedale per varie patologie.

http://avaxhome.ws/blogs/igor_lv

 

Cibo sano, vieni a me

Principessa da ormai troppo tempo ha smesso di mangiare bene: finito l’allattamento proponevo verdura ad ogni pasto, tanta frutta, no dolci, no fritti. Intorno ai 18 mesi ha assaggiato nuovi alimenti, da lì la preferenza per cibi poco sani e avversione a frutta e verdura. Va matta per il cioccolato, per i gelati, e al mattino mangerebbe un pacco intero di biscotti. Ora, io non sono una mamma che “amore mangia pure tutto quel che vuoi, finché sei pieno, e oltre!!” ma neanche “no amore oggi non ceni perché hai già pranzato, altrimenti troppe calorie!”. Sono una via di mezzo, tendente al dare meno cibi insani e più cose buone. Posto che in casa mia cose buone non ne girano tantissime – nel senso che mi piacerebbe organizzarmi meglio, e per questo sto iniziando a lavorarci (grazie anche al suggerimento di Slowmom) – Principessa si ritrova a chiedermi un pezzo di cioccolato ogni fine pasto. Gelato tutti i giorni. Biscotti ogni mattino. La sua colazione attualmente prevede quattro biscotti, solo quelli perché il latte ho dovuto toglierlo in quanto aumenta la produzione di muco (e quest’inverno ne aveva già in gran quantità di suo). Discorso a parte, ma trovo sempre più sostenitori della teoria che il latte ai bambini grandicelli non va dato, e nemmeno agli adulti.

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C’erano una volta… I vecchi biscotti

Ho da sempre acquistato la marca del Watermill (non voglio pubblicità gratuita né tantomeno screditare), viene naturale comprarli anche a mia figlia. Ne prendo diversi formati e in rimembranza di quand’ero piccola, mentre lei fa colazione, sgranocchio anche io qualche biscotto. Mi sono accorta sin da subito che il sapore è veramente cambiato. Ma fosse solo questo: il problema è che mangio tre tipi diversi di biscotto – stessa marca – e il sapore mentre li mangi è uguale, per non parlare del fatto che ti lasciano la bocca come quando vai dal dentista, stesso sapore. No, non può essere! Al che prendo le confezioni e leggo l’elenco ingredienti: è inquietantemente simile, un biscotto è praticamente uguale all’altro, cambiano la forma e il nome. È ricco di ingredienti salutari come grasso vegetale, vari carbonati acidi, tartrato monopotassico, proteine del latte e via dicendo. Penso, sono biscotti, mica un esperimento del piccolo chimico. Ma la questione si ripresenta con i gelati confezionati, le merendine, ecc. Tutti pieni di oli vegetali, che fanno malissimo.

E adesso?

Ora, io dico, va bene l’alimento industriale, ma un po’ meno no? Certo, il Watermill e altre marche non possono mica vendere i biscotti della nonna ché il giorno dopo scadrebbero. Però, li mangi e senti proprio che è una cosa chimica. Da qui, con grande disappunto e un velo di tristezza, scaturisce la mia volontà di non comprare più nulla di simile. Mi sono quindi ritrovata a cercare tra gli scaffali del supermercato validi sostituti. Ebbene, la maggior parte dei competitors del Watermill hanno un elenco ingredienti simile.

Per questo motivo mi affido a Voi, alle Vostre conoscenze ed esperienze dirette.
Quale biscotto dare ai miei figli? E Voi cosa ne pensate?

 

A presto, momfrancesca.

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